Economia

Ministero del Tesoro a Roma

Rallenta la crescita italiana. Brutte notizie dal Pil

11-08-2007

ROMA. Brutte notizie dal Pil. Nel secondo trimestre dell'anno la crescita dell'economia italiana si è fermata. Il dato del prodotto interno lordo infatti segna un minimo rialzo dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente (+ 0,3 per cento). E su base annua la crescita - in base alle stime preliminari dell'Istat - rallenta all'1,8% rispetto al più 2,3 del primo trimestre (al minimo dal terzo trimestre 2006). Un risultato inferiore alle attese, dovuto alla "forza dell'euro" e alla contrazione della produzione industriale e dell'agricoltura. Bene invece - secondo l'Istat - "il valore aggiunto dei servizi". L'Ocse fotografa la stessa situazione: mentre tutte le economie del G7 mostrano, stando ai dati di giugno, segnali di miglioramento l'Italia arretra, confermandosi fanalino di coda dell'Europa. Però secondo Enrico Giovannini, capo statistico dell'organizzazione internazionale, non tutto è perduto. "L'Italia ha ancora un'economia capace di crescere oltre il 2 per cento. C'è un pò di debolezza ma l'economia cresce".

Concorde il giudizio del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, che malgrado tutto è ottimista. "C'è da combattere - ha ammesso il ministro Ds - ma il target del 2 per cento è ancora raggiungibile".Quanto all'andamento dell'inflazione, a luglio resta sostanzialmente stabile. È salita dello 0,2 per cento rispetto a giugno, attestandosi così all'1,6 per cento su base annua (a giugno il tasso di inflazione era all'1,7 per cento).

I dati dell'Istituto di statistica uniti a quelli dell'Ocse hanno ridato fiato alle critiche dell'opposizione. Secondo Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia ed ex sottosegretario al welfare, questo è "l'inizio di una pericolosa inversione di tendenza". Il preoccupante rallentamento della crescita della ricchezza in Italia - secondo Sacconi - è dovuto a una legge finanziaria "viziata dalla pesante componente fiscale", alla quale si aggiunge "uno stato di polizia tributaria che disincentiva l'espansione degli affari".

Anche Adolfo Urso, deputato di An, ha puntato il dito contro la "finanziaria recessiva" realizzata dall'Ulivo. Per l'esponente di Alleanza nazionale purtroppo "emergono le conseguenze disastrose di una manovra che ha soffocato le imprese sotto una montagna di tasse, burocrazia e controlli inquisitori, scoraggiando ogni iniziativa e deprimendo l'economia".

Lapidario ed esplicito Daniele Capezzone. "Chi semina Visco e fisco - ha detto il presidente della commissione Attività produttive della Camera - raccoglie decrescita o crescita bassa".

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