La politica

Francesco Caruso

Caruso si autosospende da Rifondazione. Continuano le polemiche sulle sue dichiarazioni

11-08-2007

ROMA. Alla fine si autosospende dal gruppo di Rifondazione "in attesa della riunione di settembre". Una decisione improvvisa, quella di Francesco Caruso, che arriva dopo una giornata in cui, nonostante le pubbliche scuse ("Assassini? Parola secca e devastante, ma null'altro che uno sfogo incontrollato"), la polemica politica non accenna a chiudersi. Il deputato no-global, a chi gli chiede una spiegazione del suo gesto, sottolinea che si tratta di una scelta "individuale", presa senza consultare nessuno e per mettere fine al "linciaggio". L'autosospensione è, in ogni caso, accolta positivamente dal Prc, che in questo modo viene tolto dall'imbarazzo di una polemica che si trascinava da giorni intorno al rinvio a settembre di ogni decisione in merito alla sua espulsione. Caruso, in una successiva nota, aggiunge: ''Mi autosospendo ma resto fermamente convinto degli effetti disastrosi della legge 30 e del pacchetto Treu rispetto alla sicurezza e alle condizioni dei lavoratori''. ''Spero che le riflessioni e il confronto che avremo con i compagni del gruppo si focalizzino anche sul come condurre fino in fondo - conclude Caruso - la battaglia sulla precarieta'''. Il gesto di Caruso appare pero' ancora "insufficiente" a Tiziano Treu: "Mi aspetto una presa di posizione più significativa a settembre", dice. La giornata si era aperta con le scuse di Caruso attraverso un'intervista a 'Repubblica', in cui si era detto dispiaciuto di aver messo "in imbarazzo" il suo partito, ma mandava a dire a Bertinotti e a 'Liberazione', che aveva chiesto scusa alla famiglia Biagi, che lui non aveva bisogno che altri lo facessero per lui. Il deputato no-global comunque, non aveva smentito il suo ragionamento sulle morti bianche ventilando, invece, responsabilità dell'intero sistema politico tacciato di "ipocrisia". Scuse e autosospensione però non gli risparmieranno il giudizio di Rifondazione: "I processi non si fanno sui giornali - decideremo a settembre" dice Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla Camera in un'intervista all'Unità in cui ribadisce però la netta condanna dell'"indegna sceneggiata" di Caruso. L'episodio comunque non avrà influenza sulla scelta della sinistra di andare in piazza il 20 ottobre, "data importante - secondo il dirigente di Rifondazione - per dare una vera indicazione di svolta". A chiarire la posizione del partito di Bertinotti ci pensa anche Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori del Prc, che denuncia "il tentativo di usare il grave errore di Caruso come alibi per chiedere la cancellazione della manifestazione. E' opportuno chiarire subito, una volta per tutte" che il corteo "si terrà e che vedrà una partecipazione popolare enorme". A dare man forte al Prc ci pensano anche i Verdi, con Paolo Cento che sottolinea come scendere in piazza ora sia "non solo indispensabile, ma anche più utile". Secondo l'esponente del Sole che Ride sarà infatti un modo per respingere "una campagna velenosa" che con un pretesto "vorrebbe cancellare per il prossimo autunno qualsiasi voce critica contro la precarietà". Le altre forze del centrosinistra però restano in prima fila a bocciare la scelta di andare in piazza dell'ala radicale della coalizione. Secondo il ministro della Famiglia Rosy Bindi, che da Bologna esprime "grande solidarietà alla famiglia Biagi", Rifondazione deve fare chiarezza al suo interno le posizioni sulla legge 30 "altrimenti rischia di essere la prima alleata di quelli che non la vogliono cambiare". Più dura l'Italia dei Valori: "A quei ministri ed esponenti politici che il prossimo 20 ottobre intendono scendere in piazza insieme all'on. Caruso - attacca Massimo Donadi - diciamo che le modifiche per migliorare la legge si fanno frequentando l'Aula e le commissioni del Parlamento, non certo le piazze". Unanime la condanna nel centrodestra. Se Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, ironicamente si chiede come possano convivere nella stessa coalizione "Caruso e Debenedetti", l'azzurro Maurizio Sacconi vede nelle tesi di Caruso "pregiudizi diffusi in tutta la sinistra", mentre la sua collega di partito Isabella Bertolini insiste con la richiesta di "dimissioni immediate".

 

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