La politica

Clemente Mastella

Fatti di Genova, Latina e Torino: Mastella chiede gli atti

12-08-2007

ROMA. Infiamma la polemica politica sulla scia dei fatti di Genova, Latina e Torino che hanno fatto scattare l'allarme sociale sul tema sicurezza e scarcerazioni. Non è servito a rasserenare il clima nemmeno l'intervento con il quale il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto gli atti alle Procure di Genova e Latina per avere chiarimenti sullo stato di libertà dell'assassino di Antonietta Multari, già indiziato per un altro identico delitto, e sulla scarcerazione del piromane di Fondi (Lt) fermato mentre appiccava il fuoco. Cdl e Italia dei Valori tuonano contro l'indulto e chiedono più fermezza: tolleranza zero a tutela dei cittadini perbene. Un risultato, però, Mastella sembra averlo ottenuto: la Procura di Latina ha rimesso stamani in carcere il pastore incendiario e il suo complice. Incassando il plauso del ministro delle politiche agricole Paolo De Castro e di quello dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Sulla necessità di un 'Piano d'azioné contro la violenza sulle donne si è, invece, fatta sentire il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini che vuole l'approvazione rapida del relativo ddl. Le parole più dure sono, però, venute dai genitori della ragazza sgozzata ieri nel capoluogo ligure da Luca Delfino, il fidanzato respinto del quale la polizia voleva da tempo l'arresto ritenendolo colpevole del delitto di un'altra ex, Luciana Biggi uccisa lo scorso anno. In un appello lanciato al Guardasigilli, il padre e la madre di Antonietta hanno detto che "prima ancora che con quel pazzo criminale, occorre fare giustizia con il giudice che lo ha lasciato libero, perché è lui il vero assassino di nostra figlia". Non è rimasta zitta nemmeno l"Associazione dei familiari delle vittime della stradà che ha protestato per la scarcerazione di Corrado Avaro, l'alcolista che in stato d'ebbrezza, lo scorso 15 luglio, investì e uccise Claudia Muro. "Ancora una volta _ ha protestato l'associazione rivolgendosi al ministro Mastella _ un magistrato ha assicurato l'impunità a un criminale con la conversione del reato da omicidio doloso in colposo". In via ufficiosa i magistrati di Torino fanno sapere di essere costretti, dalle nuove norme sulla sicurezza stradale, ad archiviare molte denunce sugli ubriachi al voltante diventati più difficili da perseguire se si sottraggono all'etilometro. Una parola a difesa delle toghe è venuta da Nello Rossi, segretario dell'Associazione nazionale magistrati che, pur comprendendo "lo sgomento e l'allarme dell'opinione pubblica per questi gravi fatti" ha ricordato che "il legislatore ha posto criteri rigorosi sulla custodia cautelare" e che i politici non possono diventare a giorni alterni "garantisti o forcaioli". Dello stesso tenore le parole di Mastella che rifiuta l'idea di una "giustizia a piacimento, a gettoni: certo ci sono cose che lasciano perplesso anche me, però dalla perplessità ad interferire, per quanto mi riguarda, ce ne corre!". Dall'opposizione, l'ex Guardasigilli leghista Roberto Castelli ha tuonato sulla "necessità di cambiare la mentalità dei magistrati, affinché cambi una cultura che è incomprensibile ai cittadini e che va contro il comune buon senso". Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale preannuncia la discesa in piazza del suo partito: "é tempo di legge e ordine". Per l'Udc Carlo Giovanardi _ seguito da Luca Volonté e Rocco Buttiglione _ domanda: "ma che razza di giustizia amministrano le procure: liberano piromani e killer?". Si schierano dalla parte della "gente perbene e delle vittime" i parlamentari di Forza Italia Isabella Bertolini e Francesco Giro: "non si può più andare avanti così!", dicono mentre dal centrosinistra il verde Angelo Bonelli invita a "non sollevare polveroni".

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