Economia

Tsunami-subprime. Occhio alla riapertura dei mercati di lunedì

12-08-2007

ROMA. Un primo semaforo, per capire se i mercati stanno superando lo choc dello tsunami_subprime, sarà quello della riapertura dei mercati lunedì. Ma la crisi nata in Usa con i mutui 'di qualità non primaria', oltre ad aver già costretto la Bce e la Fed, fra l'altro ieri e giovedì, a mettere in campo liquidità per 265 miliardi di dollari, punta i riflettori anche su possibili ripensamenti sui tassi di interesse.

Affrontato il primo urto con una forte immissione di liquidità _ che potrebbe anche non essersi esaurita e vedere nei prossimi giorni nuove 'iniezioni' al sistema da parte delle Banche centrali _ si inizia a scommettere mosse sui tassi. A cominciare dagli Usa dove c'é chi arriva ad ipotizzare, addirittura già per la prossima settimana, un taglio straordinario, magari di 50 punti base. Ed i riflettori si puntano anche sull'Eurotower: l'ormai scontato rialzo, atteso a settembre, potrebbe essere ripensato.

Il primo step da superare, comunque, rimane l'appuntamento di apertura dei mercati di lunedì. Allora si potrà fare una valutazione di come gli investitori hanno giudicato gli interventi delle banche centrali, che hanno coinvolto, oltre a Bce e Fed, anche gli istituti di Giappone, Australia e Canada. Per un totale immesso nel sistema di quasi 300 mld di dollari. Le piazze europee, fra giovedì e venerdì, hanno 'bruciato' la bellezza di 428 miliardi di euro, registrando chiusure degli indici da 'buio profondo': Londra ha perso l'1,91% giovedì e il 3,71% venerdì; Parigi il 2,17% il primo giorno di crisi e il 3,13% il secondo; Francoforte un 2% secco giovedì e venerdì un 1,48%. Sulla stessa linea, ovviamente, anche Piazza Affari, che tre giorni fa ha accusato un _1,45% e l'altro ieri è caduta con un _2,65%.

Paradossalmente, visto che il terremoto causato dai subprime ha avuto origine proprio negli Usa, Wall Street ha mostrato una migliore tenuta: dopo una prima caduta del 2% giovedì, il giorno dopo gli indici statunitensi hanno reagito, limitando i danni ad un _0,23 per il Dow Jones e ad un _0,45% sul Nasdaq.

Il week end, come annunciato venerdì dalle banche centrali, dagli organismi internazionali come il Fmi e dalle autorità di vigilanza italiane, Bankitalia e Consob in testa, è iniziato dunque all'insegna della massima vigilanza, del monitoraggio permanente e, proprio fra le istituzioni monetarie e di controllo, sarà certamente denso di contatti. Il timore, ancora non fugato dalle potenti iniezioni di liquidità, è che la crisi si allarghi, magari inceppando il motore dell'economia a stelle e strisce. Proprio per questo la Sec, cioé la Consob Usa, avrebbe deciso di passare al setaccio i report finanziari delle maggiori banche d'affari, allo scopo di far luce sulla effettiva esposizione sul segmento subprime, che negli ultimi anni hanno contribuito alla chiusura di bilanci record.

Nel mirino Sec, anche colossi come Goldman Sachs e Merrill Lynch. Sempre con la riapertura dei mercati sarà probabilmente leggibile la mappa delle banche che più si sono esposte.

Ieri, dalla Germania, è arrivata intanto la notizia che anche la banca d'affari WestLb ha un'esposizione di 1,25 miliardi di euro. La sindrome subprime, che da oltre 48 ore sconvolge i mercati, non poteva non aver ripercussioni anche sul 'sentiment' dei risparmiatori, estranei ai 'giochi' e numeri della grande finanza, che tremano sentendo parlare di mutuo e di caro_denaro. Nonostante Bankitalia abbia rassicurato _ 'nessun rischio specifico' _ salgono le paure: secondo un sondaggio SKY l'82% degli italiani è "preoccupato". Più del caro_benzina e degli incendi nella Penisola.

Intanto, i consumatori Adusbef parlano di un impatto in Italia con "perdite" da "130 miliardi nell'ultimo mese: 74 miliardi per la capitalizzazione di borsa, 56 miliardi per le obbligazioni (tranne i titoli di Stato che si sono rivalutati), fondi comuni e fondi pensioni".

Il palinsesto di oggi