Dall'Italia

Vicenda Rom. La UE bacchetta l'Italia: "le regole ci sono, si attuino"

13-08-2007

ROMA. La vicenda rom è sempre più un caso politico, ma allo stesso tempo rischia di essere un'emergenza sociale. La Ue ha "bacchettato" l'Italia ("le regole ci sono, si attuino") chiedendo risposte entro il 27 agosto. La replica del Viminale ("la direttiva Ue è stata attuata nel 2003") non placa la Cdl che ha attaccato il governo, proponendo una "commissione d'inchiesta" e parlando di "schiaffo" Ue a Prodi. L'Opera Nomadi, intanto, chiede l'intervento delle Prefetture e della Protezione Civile, per fronteggiare l' invasione dei "nomadi" romeni e scongiurare così quella che potrebbe essere una strage che continua.
A due giorni dalla tragedia di Livorno, con i quattro piccoli bruciati, il Paese sta prendendo sempre più coscienza di una "questione rom", per risolvere la quale, spiega il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, "al di là delle polemiche servono risorse per le politiche sociali e dell' integrazione". E di integrazione ha parlato di nuovo anche mons. Paolo Razzauti, amministratore diocesano di Livorno.
Rispondendo a Prodi (quello dei rom è un problema politico complesso che l'Europa non ha ancora risolto) l'ufficio del commissario Ue agli affari sociali ha detto che "per l'integrazione dei rom e delle altre minoranze etniche in Europa si è fatto molto e ci sono regole molto chiare. Sta agli Stati membri, compresa l'Italia, rispettarle e attuarle in pieno". Aggiungendo che "contro l'Italia è già da tempo aperta una procedura di infrazione proprio per non aver ancora recepito la direttiva europea contro le discriminazioni basate sulla razza e sull'etnia". E il governo ha tempo fino al prossimo 27 agosto per rispondere a Bruxelles.

Pronta la contro replica del ministero dell'Interno: "la direttiva comunitaria n.43 del 2000 contro le discriminazioni etniche e razziali promossa dalla Presidenza Prodi è stata attuata dall'Italia con decreto legislativo n. 215 del 9 luglio 2003". E' vero che ci sono tre rilievi, ha aggiunto, ma non sulla questione rom, che invece sarà al centro di una "conferenza nazionale" già prevista dal governo ad ottobre, per rimuovere i pregiudizi e dare loro diritti.
Sul versante politico Jole Santelli (Forza Italia) chiede una commissione d'inchiesta, in particolare su accattonaggio e spose bambine, Roberto Maroni (Lega) attacca il governo "in ritardo su tutto", Ignazio La Russa e Adolfo Urso (An) parlano di "schiaffo" o "sculacciata" Ue in faccia a Prodi, mentre Mario Baccini (Ucd) propone di "abolire i campi nomadi che sono forieri solo di criminalità, sfruttamento dei minori e della prostituzione". Replica Bonelli (Verdi): basta con la demagogia della Cdl. Diversa la posizione di Gianfranco Rotondi (DcA): no ai toni aspri, serve soluzione bipartisan. Il vice premier, Francesco Rutelli, ha reso noto di aver insediato un gruppo per elaborare una pdl per "togliere la patria potestà a chi abbandona o sfrutta minori".
 Per una politica sociale e di integrazione, ha ricordato Ferrero, "servono i soldi per mettere i Comuni in condizioni di operare, serve il coordinamento, ma è anche necessario combattere il razzismo senza opportunismi o chiusure corporative così come è necessario trovare gli strumenti per garantire su tutto il territorio nazionale politiche sociali e di integrazione omogenee. Altrimenti, prosegue un modo anarchico di affrontare il problema, in cui ognuno fa cose diverse e tragedie come quelle di Livorno sono destinate a ripetersi".
Ma in Italia, quella dei rom è ormai una vera e propria emergenza e per questo il presidente dell'Opera Nomadi, Massimo Converso, ha chiesto l'intervento del ministero dell'Interno e della Protezione Civile: "E' più di un anno che lo sollecitiamo, perché in questi ultimi cinque anni sono arrivate 70 mila persone fuori controllo". Il riferimento è in particolare ai rom che vengono dalla Romania, "gente abituata a vivere in casa, non certo a fare il nomade. Se continua così mi aspetto altri casi come quelli di Livorno". Secondo Converso, la soluzione del problema nomadi è legata agli affitti delle case: "Le prefetture convochino gli organismi provinciali della Protezione Civile per vigilare sulla situazione, poi si trovino delle case, come già è avvenuto in passato per kosovari o montenegrini in tutta Italia. Così loro magari vivono in 10 in una casa, ma sono fuori dai pericoli dei campi".

 

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