Economia

Edificio della Federal Reserve

Virus-subprime. Ancora cash sul mercato. Le grandi banche centrali del mondo intervengono

13-08-2007

ROMA. Altro denaro, altro cash, per sostenere i mercati alle prese col virus-subprime. Dopo un week end vissuto in apnea in attesa della riapertura delle piazze borsistiche, le grandi banche centrali del mondo, ad iniziare dalla Bce e della Fed, non hanno esitato ad intervenire ancora una volta con consistenti iniezioni di liquidità: 47,665 miliardi di euro dall' Eurotower e due miliardi di dollari dalla Federal Reserve.


Un segnale di attenzione e vigilanza, ma anche che la crisi va presa terribilmente sul serio. Sono state assicuranti, comunque, le parole della Bce che hanno accompagnato la nuova tranche di liquidità. Le condizioni del mercato monetario - ha detto Francoforte - "si stanno normalizzando". Parole cui ha fatto eco la Commissione Europea: "monitoriamo attentamente la situazione. Seguiamo gli sviluppi, anche se adesso sembra che i mercati si siano calmati, visto che le azioni intraprese hanno avuto gli effetti sperati".

Dal primo banco di prova, costituito dalla chiusura delle borse asiatiche e dall' apertura di quelle europee, sono infatti giunti segnali positivi: Tokyo ha chiuso a +0,22%; Seul a +1,14%; Shanghai a +1,34%. In terreno positivo anche le aperture in Europa, con Londra a segnare un +1,30% dopo le prime battute, Parigi +1,10%, Francoforte +0,50% e Piazza Affari +0,8%. L' asta odierna della Bce, la terza in tre giorni (il 9 agosto immessi 94,841 miliardi, il 10 agosto 61 miliardi), è stata decisa per "supportare ulteriormente la normalizzazione dei mercati". Si è trattato di un intervento in ogni caso minore rispetto a quello dei giorni precedenti, a dimostrare che la situazione si sta avviando alla "normalità". Terza operazione di rifinanziamento anche per la Fed: due miliardi immessi ma a fronte di richieste superiori ai 58 miliardi. Sempre al di là dell' Atlantico, è intervenuta nuovamente la Bank of Canada, con un' immissione di liquidità pari a 640 milioni di dollari.

Per ora, invece, nessun intervento da parte della Bank of England che sta a guardare ma si dice pronta ad intervenire in caso di necessità. Le nuove mosse di Fed e Bce alimentano le speculazioni sul futuro andamento dei tassi di interesse. I futures sui Fed Funds continuano ad esprimere una probabilità del 100% di taglio dei tassi d' interesse dal 5,25% al 5% in occasione della riunione del Fomc del 18 settembre. Sul fronte Eurotower, invece, gli analisti appaiono più divisi, anche se la maggioranza continua a scommettere in un rialzo al 4,25% il prossimo mese. La percentuale di coloro che ritiene, invece, che la Bce lasci i tassi invariati al 4% continua però a crescere. "Tutto dipenderà da cosa accadrà nelle prossime settimane", spiegano alcuni economisti.

La guardia per evitare i rischi legati ai subprime è alta anche in Asia. Se la Bank of Japan interviene con circa quattro miliardi di liquidità, gli altri istituti centrali guardano e valutano, dicendosi pronti a prendere le misure necessarie qualora ce ne fosse bisogno. Dalla Corea del Sud alla Malesia, dall' Indonesia a Singapore i governatori osservano che, grazie anche all' elevato livello di liquidità disponibile, sono pronti a soccorrere il sistema se sarà necessario.

 

 

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