Dal Mondo

Conseguenze della strage a Mosul

Mosul: ancora strage in Iraq

15-08-2007

Una serie di attentati terroristici provoca almeno 175 vittime e circa 200 feriti in Iraq. Fermate 9 persone sospettate di coinvolgimento.

BAGHDAD. Con una serie di attentati a catena, almeno 175 persone sono state uccise e circa 200 altre sono state ferite ieri sera nel Nord dell'Iraq, nella provincia di Sinjar, abitata in prevalenza dalla comunità yazide, una setta preislamica di etnia curda. L'attacco è stato condotto con quattro camion bomba e a colpi di mortaio, fatti esplodere in serata, alle 20:00 locali circa, nelle cittadine di Tal Uzair e Khataniya, ad un centinaio di km a Nord-Ovest di Mossul. In particolare, secondo quanto hanno riferito fonti militari irachene, a Tal Uzair la strage è stata compiuta in una stazione di autobus, dove sono stati fatti esplodere due dei camion bomba, che anno provocato oltre ad un gran numero di vittime, anche la distruzione di numerose abitazioni.

Una fonte militare curda citata dall'agenzia Aswat al Iraq ha riferito che molti dei feriti sono stati trasferiti in elicottero dalle forze Usa negli ospedali della città di Dohuk, nella regione curda. Già da alcune ore, le emittenti radio e Tv locali stanno diffondendo appelli alla popolazione a donare il sangue per i feriti, mentre fonti militari irachene hanno per il momento fissato il bilancio della strage a 175 morti e oltre 200 feriti, precisando però che si tratta di cifre "del tutto provvisorie", e sottolineando che le informazioni dalla zona dell'attaccano arrivano molto lentamente.

Fino ad ora l'attacco non è stato rivendicato, ma appare comunque certo che l'obiettivo fosse la comunita Yazide, già presa di mira più volte nei mesi scorsi. Gli yazidi, accusati per secoli dai musulmani di "adorare il diavolo" e per questo perseguitati, appartengono ad una comunità curda formata da circa 500 mila persone, e vivono soprattutto nella regione di Mossul. Praticano una religione nota come yazidismo, che ha origini molto antiche e che si basa sul culto del dio Malak Taus, un angelo dalle sembianze di un pavone caduto in disgrazia. Le sacre scritture dello yazidismo sono il Libro della Rivelazione e il Libro Nero, in cui sono contenuti alcuni precetti come il divieto di mangiare lattuga o fagioli bianchi e il divieto di vestirsi di blu scuro.

Quello contro gli yazidi è stato solo l'ultimo e il più grave di una lunga serie di fatti di sangue che anche ieri hanno seminato la morte in Iraq. Un altro attentato, sempre con la tecnica dell'autocisterna trasformata in bomba, è stato compiuto su un ponte a nord di Baghdad. Qui i morti sono stati una decina. La deflagrazione ha fatto crollare una larga sezione del ponte Sabah al Bur, a nord di Baghdad, e tre automobili che vi stavano transitando sono cadute nel fiume. Il ponte preso di mira collega la capitale con le province del Nord. Dall'inizio del mese questo è il terzo ponte fatto saltare dagli insorti nella regione di Baghdad. Il nove agosto è stata la volta di un ponte che unisce le province di Salahedin e di Kirkuk, mentre il giorno prima, sempre nella provincia Salaheddin, gli insorti hanno fatto saltare un ponte che collegava il villagio Yathrib con la cittadina di Balad.

A poco quindi, almeno per il momento, sembra servire la nuova offensiva lanciata dagli americani in sintonia con le truppe irachene per sradicare il terrorismo qaedista dal Paese.

Secondo fonti del comando americano, 16mila soldati Usa affiancati da militari iracheni sono impegnati nell'operazione chiamata 'Martello fulmineo' nella regione di Diyala, dove agiscono cellule sunnite. L'operazione è stata avviata la lunedì scorsa "con assalti aerei contro obiettivi mirati per catturare o uccidere elementi di al Qaeda responsabili della violenza contro cittadini iracheni", ha detto una fonte Usa precisando che ad essa a cui partecipano elicotteri d'assalto e carri armati.

In serata inoltre cinque soldati americani sono morti quando l'elicottero da trasporto su cui si trovavano si è schiantato al suolo a una cinquantina di chilometri da Baghdad. Lo ha riferito il comando Usa a Baghdad, precisando che si trattava di un volo di routine. L'elicottero precipitato vicino alla base di al Taqaddun era un Ch_47_Chinook. Negli ultimi due giorni sono così saliti a dieci i militari americani morti in Iraq. Salgono così a 3.689 i soldati americani uccisi in Iraq dall'inizio dell'invasione del Paese, nel marzo 2003, secondo un conteggio della France Presse basato su cifre del Pentagono.

Infine in un raid a Sadr City, il grande quartiere sciita di Baghdad, le forze americane hanno "ucciso quattro terroristi e ne hanno arrestati altri otto". Il comando Usa ha precisato che scopo del raid era la cattura di integralisti che hanno lasciato le fila dell'Esercito del Mahdi, la milizia che fa capo a Moqtada Sadr, "e minacciano la stabilità e la sicurezza di alcune aree di Baghdad. Questi elementi sono inoltre noti per avere relazioni per contrabbandare materiale illecito dall'Iran che viene usato per uccisioni extra-giudiziali".

Una fonte dell'ufficio del leader radicale sciita Moqtada Sadr a Baghdad ha però affermato che nel corso della stessa operazione è rimasta uccisa una bimba di tre anni, Zahrah, che a causa del gran caldo, la notte scorsa era salita sul tetto a dormire, assieme allo zio. Secondo la stessa fonte, nel corso dell'operazione, iniziata dopo la mezzanotte e finita all'alba, le persone arrestate sono nove.

Nel corso dell'operazione le forze americane hanno perquisito tre edifici e, dopo essere stati attaccati, hanno chiesto il supporto di elicotteri, "che hanno sparato alcuni colpi di avvertimento per consentire alle forze di terra di allontanarsi dal fuoco degli estremisti", afferma ancora il comando Usa. 

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