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Russia: treno deragliato a causa di un attentato terroristico.

15-08-2007

MOSCA. Torna lo spettro del terrorismo caucasico in Russia, dove lunedì sera un ordigno artigianale pare comandato a distanza è esploso vicino al villaggio di Malaya Vishera, nella regione di Novgorod, causando il deragliamento di un treno diretto da Mosca a San Pietroburgo e il ferimento di una sessantina di passeggeri, di cui 30 ricoverati (tre gravi). Tra le persone rimaste coinvolte anche un dirigente milanese, Domenico Gigliobianco, poi in prima fila tra i soccorritori.

La procura ha già diffuso tra gli investigatori gli identikit di tre persone che erano state notate dagli abitanti sul luogo dell'attentato, ma non ha dato alcuna indicazione sul sesso, l'età o l'origine dei sospetti, limitandosi a riferire che tiene aperte tutte le ipotesi legate al terrorismo.

Ad accreditare la pista caucasica, sullo sfondo delle imminenti elezioni legislative e presidenziali, è stato il capo dei servizi segreti russi (Fsb) Nikolai Patrushev, secondo il quale l'attentato potrebbe essere collegato alla rinnovata tensione in atto nel Caucaso del nord, e in particolare nelle repubbliche di Inguscezia e Daghestan, confinanti con la Cecenia.

"Gli ultimi due mesi hanno visto un crescente numero di attacchi a funzionari governativi, capi delle forze dell'ordine, magistrati in molte repubbliche del Caucaso del nord", ha spiegato in una conferenza stampa.

La situazione è particolarmente tesa in Inguscezia, repubblica confinante con la Cecenia dove sono attivi gruppi di estremisti islamici. Nella zona è stato anche inviato nei giorni scorsi un contingente di 1.500 soldati federali, dopo un allarme lanciato dai servizi sulla possibilità di attacchi terroristici analoghi a quello che nel 2004 aveva coinvolto la scuola elementare di Beslan, col tragico bilancio di 331 morti, fra cui 186 bambini.

Patrushev ha sottolineato che "nel 2006_2007 la Russia ha ridotto in modo significativo il grado di minaccia del terrorismo e il numero di atti terroristici. Nonostante ciò, il rischio dell'estremismo e del terrorismo non è stato totalmente eliminato".

Il terrorismo di matrice cecena è fortemente indebolito dopo l'uccisione di leader storici come Shamil Basaiev, responsabile fra l'altro della presa di ostaggi a Beslan. Ma altri gruppi si sono attivati in Inguscezia e nel vicino Daghestan. In tutta la regione del Caucaso del Nord, intanto, ieri sono state aumentare le misure di sicurezza per il traffico ferroviario.

Sullo sfondo delle indagini c'é però anche una possibile ipotesi legata al nazionalismo. Un investigatore rimasto anonimo ha evidenziato che il congegno trovato vicino al luogo dell'attentato, e probabilmente usato per attivare l'ordigno, è simile a quello rinvenuto nel giugno 2005 quando fu fatto esplodere un treno ceceno in viaggio da Grozny a Mosca: un attentato per il quale sono stati condannati a 18 anni di reclusione due nazionalisti russi.

Recentemente in Russia ha colpito solo il terrorismo di matrice nazionalista: l'ultimo episodio di rilievo risale allo scorso agosto, quando una bomba artigianale esplose al mercato Cerkizovski di Mosca, frequentato in particolare da caucasici e asiatici, provocando 14 morti e 49 feriti. Per questo attentato proprio nei giorni scorsi è stata arrestata una banda xenofoba. Ma l'ultimo grave assalto terroristico in Russia legato alla guerriglia cecena è quello di Beslan, tre anni fa.

La bomba contro il Nevsky express, sul quale viaggiavano 230 passeggeri (metà capienza), è esplosa con una potenza pari a due chili di tritolo all'altezza di un ponte, che il treno aveva appena superato a quasi 200 km/h. Complessivamente sono deragliate tre carrozze, tra cui quella ristorante.

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