Economia

Borse di tutto il mondo in forte calo per via dei mutui subprime

17-08-2007

MILANO. Continua l'ondata negativa per i mercati mondiali sulla scia delle incertezze legate ai mutui subprime con le piazze del Vecchio Continente che hanno bruciato 304 miliardi di euro. Le piazze europee, coinvolte dall'ondata dello Tsunami dei mutui Usa, hanno perso così solo nell'ultima settimana oltre 730 miliardi di euro.

In flessione soprattutto i titoli bancari (-3,32% l'indice Stoxx) e i finanziari (-5%) i più colpiti dalla crisi che ora sta provocando una generale ondata di panico sui mercati finanziari che non risparmia peraltro anche gli altri settori non direttamente coinvolti.

La giornata è cominciata con il nuovo scivolone asiatico che ha fatto registrare perdite pesanti in molte piazze orientali e del Pacifico con Seul (-7%) e Hong Kong (-3,70%). Male anche Tokyo (-1,99%) nonostante la nuova iniezione di liquidità decisa dalla Banca centrale del Giappone, dopo che lo stesso istituto ieri aveva dovuto riassorbire parte delle emissioni dei giorni precedenti. Forte calo per Sidney con il crollo dell'australiana Rams, attiva nel settore dei prestiti immobiliari, che ha perso il 59% .

L'onda negativa proveniente dall'Asia ha quindi investito le piazze finanziarie europee che hanno aperto in ribasso e hanno poi chiuso la seduta con cali di oltre tre punti percentuali e con Londra sotto del 4,1%, scesa per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 5.900 punti dal settembre 2006. Il calo si è ampliato nel corso della giornata alimentato dalle previsioni sulla negativa di Wall Street, che infatti continua a registrare perdite intorno al 2%. Pesa il crollo di Countrywide che ha reso noto di aver ottenuto la disponibilità di crediti per 11,5 miliardi di dollari da un pool di 40 banche per migliorare la liquidità.

L'indice paneuropeo Dow Jones Stoxx ha perso così il 3,4%, registrando la performance peggiore dal marzo 2003 mentre lo Stoxx 600 ha ceduto il 3,5%  Tra i titoli più colpiti Deutsche Bank (-1,3%) e Bnp (-2,5%). Giù anche i titoli minerari con Bhp Billiton (-6,5%) e Rio Tinto (-6,4%) a causa della flessione del prezzo del rame. Secondo gli analisti di Unicredit Mib nonostante l'economia reale sia solida c'é ora il rischio di un panico generalizzato sui mercati innescato dalla "paura dell'ignoto" e delle dimensioni della crisi. Per questo, si nota, è necessaria un'azione delle banche centrali che non sia incentrata su un taglio dei tassi ma piuttosto nel sollecitare maggiore informazioni e non limitarsi a fornire liquidità a  breve ma anche a lungo termine. Per un altro analista, oltre ai timori di 'credit crunch' (ovvero una stretta sui finanziamenti concessi dalle banche) che incombe sui settori industriali, la crisi induce i grandi fondi e investitori che hanno subito perdite dal subprime a cedere a bassi prezzi le azioni di titoli o comparti di valore per ripianare le perdite. Questo spiega ad esempio le forti vendite di società solide come quelle del  comparto energia (-4,45%).

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