Dal Mondo

Il terremoto in Peru causa 510 morti e circa mille feriti

17-08-2007

LIMA. Le famigerate placche tettoniche di Nazca e Sudamericana sono tornate a scontrarsi sul fondo dell'Oceano Pacifico scatenando una enorme massa di energia che ha investito, sotto forma di un terremoto principale e di oltre 350 repliche, una vasta regione agricola e turistica del Peru' centro-meridionale. Il bilancio, ancora provvisorio, del sisma e' pesante: fonti governative hanno segnalato almeno 510 morti accertati e oltre un migliaio di feriti. Col passar delle ore, il numero continua a salire.

Le citta' di Pisco ed Ica, base arretrata dei turisti che visitano la regione delle misteriose Linee di Nazca, della omonima cultura preincaica, sono state le piu' devastate, con Canete e Chincha, piccola cittadina portuale sul Pacifico.

E' qui che i primi soccorritori e gli inviati dei media peruviani hanno scoperto la terribile realta' di una popolazione inginocchiata dalla violenza del fenomeno tellurico. Nel caso di Pisco, la distruzione degli edifici e' arrivata all'80%, il doppio di quanto e' andato in malora invece ad Ica.

In questi giorni, secondo fonti del ministero degli Esteri italiano, in Peru' si trovano almeno 2.500 turisti italiani, nessuno dei quali sembra avere subito danni. Per il momento, si sa solo della morte di un cittadino statunitense.

L'Istituto geofisico del Peru' (Igp) ha spiegato che la scossa iniziale, la piu' violenta, delle 18.40 di ieri (le 01.40 italiane di oggi), che ha avuto un epicentro in mare a 60 chilometri dalla localita' di Pisco, e' stata di 7,9 gradi sulla scala aperta Richter.

Come se non fosse bastato il disastro in se', una serie di circostanze ha contribuito a trasformare con il passare delle ore una forte scossa in un ennesimo tremendo capitolo della tormentata storia sismica peruviana, che negli ultimi 40 anni ha annoverato, tanto per citare un unico esempio, la tragedia del 1970, che causo' 70.000 morti nel nord, con la distruzione di Yungay, Huaraz e Chimbote.

Il micidiale nuovo scontro fra le placche di Nazca e Sudamericana e' avvenuto all'inizio della sera, quando il sole stava tramontando. E il sistema telefonico nazionale e' andato subito fuori uso, cosi' come l'erogazione dell'energia elettrica nella regione vicina all'epicentro del sisma, che comprende le citta' di Chicha, Canete, Ica e Pisco.

La mancanza di elettricita' ha generato a sua volta una emergenza idrica, perche' nella regione la popolazione si approvvigiona di acqua da pozzi artesiani utilizzando motori elettrici, che sono diventati pero' inutilizzabili.

Un avviso di tsunami per tutta la costa sul Pacifico centro e sudamericana, lanciato dal Centro che ha sede nelle Hawaii, fortunatamente e' stato revocato, anche se un fenomeno di piu' ridotte dimensioni ha flagellato la costa peruviana, la punta di El Callao, dove sono andate distrutte numerose unita' da pesca, e la penisola di Paracas con onde alte fino a sei-otto metri e l'inondazione di case e alberghi.

Tutto questo mentre in numerose localita' in una zona fra i 200 ed i 300 chilometri a sud di Lima si producevano frane e smottamenti che danneggiavano l'infrastruttura stradale, compresa la strategica autostrada Panamericana (interrotta al chilometro 290), ed il crollo a catena di case, soprattutto quelle della gente piu' povera, di edifici e di numerose chiese.

A Pisco e' venuta giu' la chiesa di San Clemente, ad Ica quella del Signore di Luren, mentre a Canete e' crollata San Luis, che secondo il sindaco Paulino Antenaza, era ''la piu' antica della regione''. La Radio Rpp ha inoltre segnalato che sei cadaveri sono stati estratti dalle rovine della chiesa di San Francisco de Asis a Pisco-Playa.

In tutti i templi religiosi, al momento del sisma, stavano svolgendosi messe vespertine, per cui i crolli hanno intrappolato centinaia di fedeli, di molti dei quali non e' affatto chiara la sorte.

All'interno di San Clemente, ridotta ad un ammasso di macerie, secondo testimoni oculari si trovavano almeno 300 persone. Due fedeli ancora in vita sono stati salvati dai vigili del fuoco oggi, minuti prima che sul posto giungesse il presidente peruviano Alan Garcia.

Per molte ore, in attesa dell'arrivo delle squadre della Protezione civile, a Pisco ed Ica i cadaveri delle vittime sono stati adagiati al bordo delle strade, mentre le famiglie sollecitavano l'invio di bare per poter realizzare i funerali.

Il governo peruviano ha disposto tre giorni di lutto nazionale per la catastrofe provocata dal violento terremoto. Il Paese e' in stato di febbrile e angosciata emergenza. Nelle zone colpite mancano luce, acqua potabile ed alimenti e sono enormi le difficolta' per far fronte non solo alla devastazione causata dal sisma (ci vorranno diversi giorni per estrarre i cadaveri sepolti tra le macerie), ma anche per evitare che gli immancabili sciacalli facciano man bassa, approfittando del terrore in cui continuano a permanere quanti hanno sentito la terra tremare e, nello stesso tempo - secondo alcune testimonianze - hanno visto stagliarsi nel mare due giganteschi lampi, uno bianco ed uno azzurro. Proprio per questo, il presidente peruviano Alan Garcia ha assicurato che saranno subito imprigionati quanti saranno colti a rubare, cosi' come ha avvertito i negozianti che hanno gia' aumentato i prezzi che saranno inflitte loro dure sanzioni. Il capo dello Stato, inoltre, di fronte all'immediata e generalizzata risposta internazionale per correre in aiuto del Peru', ha convocato per domani un 'Foro dei donatori', in cui i principali organismi di cooperazione, locali ed esteri, che operano nel Paese, coordineranno la consegna degli aiuti alle popolazioni colpite. Intanto l'Adfp, la Federcalcio peruviana, ha annunciato di aver sospeso tutte le partite della serie A in programma per domenica prossima.

Gli Stati Uniti hanno disposto oggi un primo aiuto di 100.000 dollari (circa 75.000 euro) a favore del Peru' in seguito al terremoto che ha causato piu' di 400 morti e danni ingenti. Lo ha annunciato la Casa bianca. Tali fondi - ha spiegato il portavoce Gordon Johndroe nel ranch di Crawford (Texas), dove il presidente Goerge W. Bush e' in vacanza - sono destinati alle necessita' immediate provocate dal sisma. Due funzionari di Usaid (l'organizzazione americana per gli aiuti all'estero) specialisti nella risposta alle catastrofi naturali si trovavano in Peru' prima del terremoto e sono stati raggiunti oggi da un terzo. Le varie agenzie Usa - ha aggiunto il portavoce - sono pronte a fornire, se necessario, ulteriore assistenza.

E' salito a 510 morti e 1.150 feriti il bilancio, ancora provvisorio, del terremoto che ha colpito due giorni fa la zona costiera centro-meridionale del Peru', secondo il vicecomandante del corpo dei vigili del fuoco peruviano, Roberto Ognio. In una dichiarazione riportata dal sito on line del quotidiano 'El Comercio', Ognio ha anche avvertito che il numero delle vittime potrebbe aumentare man mano che vengono rimosse le macerie causate dai crolli, in particolare nella citta' di Pisco, la piu' colpita. Secondo il vicecomandante del vigili del fuoco ''e' molto difficile che si possano trovare dei sopravvissuti''. La maggior parte delle vittime e' morta per asfissia o nel crollo delle abitazioni, che in quasi tutte le citta' colpite sono fatte di fango e hanno tetti di paglia o di giunchi.

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