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La Roma batte l’Inter su rigore: Supercoppa giallorossa

20-08-2007

MILANO.  Senza fuochi d'artificio ma solo con un rigore, la Roma sbanca il Meazza e vince la sua seconda Supercoppa italiana con pieno merito. De Rossi segna dal dischetto e dà il primo dispiacere a Roberto Mancini, incapace di trovare 11 giocatori in forma decente nella sua immensa rosa. Molto più convincente il lavoro di Luciano Spalletti che invece è abituato ad avere poca scelta e anche senza giocatori importanti come Juan e Pizarro conferma che la sua Roma è la vera bestia nera dei nerazzurri.

L'11 a 0 nel conto dei corner a favore dei giallorossi dà la giusta dimensione di quanto Totti e compagni abbiano cercato e voluto di più questa Coppa. Il risultato sarebbe potuto essere più ampio se Rosetti avesse concesso il rigore su almeno un altro dei tre episodi dubbi accaduti nell'area nerazzurra e se Giuly non avesse sprecato due grandi occasioni.

Tra Inter e Roma lo spettacolo è spesso assicurato, ma la condizione delle due squadre non è ovviamente al massimo e, soprattutto nella ripresa, si vedono tanti giocatori fermi come statue.

Tra loro, spicca Burdisso che rimane inchiodato sul dribbling di Totti al 33' e non può far altro che stenderlo nell'azione che decide la partita e assegna la coppa alla Roma.

 In teoria doveva stare meglio l'Inter, dato che Mancini deve fare a meno solo dello squalificato Maicon e schiera Chivu sulla sinistra, ovviamente fischiatissimo dai suoi ex tifosi giallorossi. Spalletti ha una formazione ben più rimaneggiata soprattutto in difesa, ma la sua squadra gioca comunque un gran bel calcio: l'avvio è tutto di Totti e compagni che potrebbero andare in vantaggio al 7', se Giuly non si mangiasse un gol già fatto su ottimo cross di Tonetto.

Il buon inizio della Roma, che l'anno scorso aveva portato a tre gol nella prima mezz'ora, si concretizza però solo in tre calci d'angolo sui quali Materazzi (che festeggia 34 anni e 200 presenze in nerazzurro) fa buona guardia.

Quando la palla corre rasoterra, la difesa nerazzurra va comunque in affanno e Julio Cesar deve ribattere di piede un tiro ravvicinato del vivace Giuly, dopo che Rosetti aveva ignorato un intervento dubbio di Materazzi sempre ai danni del francese.

Un nervoso Vucinic litiga con De Rossi e non approfitta delle difficoltà di Burdisso sulla sinistra, mentre Suazo riesce a partire in velocità un paio di volte, ma prima Tonetto e poi Mexes lo fermano con le maniere forti guadagnandosi il cartellino giallo.

 L'Inter cresce nel corso della gara e si vede finalmente dalle parti di Doni al 38' con un bel diagonale di Ibrahimovic che finisce davvero di poco a lato. L'idea di Mancini è di cercare molto Suazo in profondità, anche perché sa che il suo centrocampo è ancora in rodaggio e lanciare lungo per l'honduregno è la soluzione più facile per arrivare in porta.

 Lontani dalla forma migliore sono anche molti uomini chiave della Roma, a partire da Totti che è però sempre tra i più pericolosi.

Al 5' della ripresa serve un assist perfetto per Giuly che però non ha ancora imparato la tecnica del 'cucchiaio' dal suo capitano e, a tu per tu con Julio Cesar, tocca sotto il pallone in maniera inguardabile per la sua seconda enorme palla gol sprecata. Entra Figo per Dacourt, ma è la Roma ad avere il controllo del gioco e i nerazzurri possono ringraziare ancora Rosetti che ignora una spinta di Cordoba su De Rossi e un fallo di mano di Figo. Il ritmo scende a livello dopolavoristico con il passare dei minuti con tanti giocatori troppo stanchi per vedere uno spettacolo decente.

 Potrebbe pensarci Suazo a dare una svolta alla partita ma il suo colpo di testa da ottima posizione è debole e centrale e, poco dopo, Doni è bravissimo a fermare Figo lanciato da un grande esterno di Ibrahimovic.

Un esausto Vieira esce per Cambiasso mentre Perrotta riesce nell'impresa di farsi espellere per proteste ancora prima di entrare in campo e così è Brighi a entrare per lo sprecone Giuly.

Al 33', il rigore che decide la partita e che Rosetti non può evitare di fischiare: Burdisso stende Totti in area e De Rossi trasforma.

 La Coppa arriva per la seconda volta a Roma, Mancini dovrà meditare sullo stato di forma dei suoi.

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