Dall'Italia

Aalberto Stasi e la madre di Chiara Poggi

L’uccisione di Chiara Poggi: indagato il fidanzato

Brunella Collini

21-08-2007

PAVIA. La svolta, tanto attesa, è arrivata. Un avviso di garanzia per omicidio ad Alberto Stasi, il ventiquattrenne fidanzato di Chiara Poggi assassinata lunedì scorso nella sua casa di Garlasco. Gli inquirenti parlano di atto dovuto per poter effettuare analisi irripetibili, fatto sta che ieri mattina i carabinieri hanno setacciato palmo a palmo la casa in cui il giovane vive con i genitori. Ma non solo: anche la Volkswagen Golf del ragazzo è stata sequestrata. Più tardi, gli inquirenti hanno portato via con il carro attrezzi altre due auto e hanno sequestrato anche due biciclette. "Non facciamo commenti. Ci limitiamo a prendere atto di quanto sta succedendo, l'ideale per noi sarebbe il silenzio stampa": questo il messaggio che i familiari di Chiara hanno diffuso attraverso l'avvocato Gianluigi Tizzoni, che li rappresenta.

Pare che finora la famiglia della vittima non avrebbe sospetti sul fidanzato della figlia. Lo dimostrerebbe anche il quadro emerso nel giorno del funerale quando, sul primo banco della chiesa, i familiari di Chiara non erano soli. Accanto alla madre della ragazza sedevano la cugina Paola e, appunto, il fidanzato della vittima, laureando in Economia e Commercio alla Bocconi di Milano. Accanto a papà Giuseppe, invece, il fratello di Chiara, Marco e l'altra cugina Stefania Cappa, anche lei ascoltata a verbale dagli inquirenti come testimone. Era in qualche modo una dimostrazione pratica che i genitori di Chiara, come detto fin dal primo giorno, escludono un eventuale coinvolgimento del fidanzato nella terribile morte della figlia. Stasi era già stato interrogato una seconda volta dopo il delitto, come persona informata sui fatti, per chiarire alcune dichiarazioni sulle quali gli investigatori avevano riscontrato contraddizioni. Il ragazzo, ad esempio, ricordava Chiara cadavere, aveva detto che era "bianca in volto", mentre i carabinieri avevano trovato il viso della vittima coperto di sangue. Inoltre, le suole delle scarpe del giovane erano intonse nonostante il pavimento della villetta fosse intriso di sangue.

All'indomani dei funerali, sono dunque continuate le "acquisizioni di informazioni" di alcuni testimoni nelle caserme dei carabinieri di Garlasco, Pavia e Vigevano. Una seconda vicina di casa avrebbe confermato ai carabinieri la presenza di una bicicletta da donna, nera, davanti al cancello della villa. Però, mentre un'altra testimone che abita nella stessa strada aveva dichiarato di aver notato la bici proprio la mattina in cui Chiara è stata assassinata, la seconda testimone non ricorderebbe, con precisione, se il mezzo si trovava davanti al cancello intorno alle 9 di lunedì o del venerdì precedente al delitto.

Ecco spiegato il sequestro di ieri delle bici. Ogni ipotesi resta aperta. E se sviluppi erano attesi - un nome iscritto nel registro degli indagati per consentire agli esperti del Ris di Parma di comparare i reperti organici e biologici trovati nella villa - si cerca ancora l'arma del delitto.

Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di un oggetto pesante, un martello, forse una piccozza. Intanto, gli esperti faranno accertamenti anche su una pinza da camino trovata in casa del giovane indagato.

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