Dall'Italia

Cesare Damiano, Ministro del Lavoro

Welfare/”La maggioranza dovrebbe rendersi conto dei rischi che corre”. Damiano: “Se si tira troppo la corda si spezza”

Mila Onder

21-08-2007

RIMINI. Altolà del ministro del Lavoro Cesare Damiano alla sinistra radicale. Il protocollo sul welfare del 23 luglio è il migliore degli ultimi 25 anni e il governo lo rispetterà fino in fondo "nello spirito e nella lettera" così come è stato concordato un mese fa con le parti sociali. Il Parlamento è sovrano, riconosce Damiano, ma le forze della maggioranza, più che continuare a criticare l'accordo, dovrebbero avere presente "l'etica della responsabilità" di essere al governo e soprattutto dovrebbero rendersi conto dei rischi che si corrono. Perché "se si tira troppo, la corda si spezza" e in ballo c'é la tenuta stessa del governo.

Il ministro non usa mezzi termini e, al meeting di Rimini, seduto a fianco del leader della Cisl Raffaele Bonanni che gli fa da sponda nella difesa del protocollo, si rivolge direttamente agli alleati: "Quando si è in maggioranza non si può essere di lotta e di governo: è un controsenso manifestare contro se stessi, un'alchimia che non capisco. Quando si è al governo bisogna obbedire all'etica della responsabilità, della collegialità e del gioco di squadra". Non solo, chi si dice contro e punta a modificare il protocollo in Parlamento deve sapere che "ad ogni azione corrisponde una reazione: la manifestazione del 20 ha avuto come capolavoro la contromanifestazione". Allo stesso modo, continua Damiano, non si può pensare che anche in Parlamento le modifiche vadano in una sola direzione. E se si tira troppo la corda "il governo cade e non ci sarà un altro governo di centrosinistra, si spianerebbe il ritorno della destra".

Davanti al popolo di Comunione e Liberazione, che Damiano vuole considerare come "interlocutore e non come nemico", il ministro ricorda quindi i risultati raggiunti e indirettamente li ricorda anche alla sinistra radicale che anziché "fare una politica avversa, dovrebbe girare le piazze a dire le cosa buone fatte", a partire dagli aumenti delle pensioni basse che arriveranno già in autunno.

Il ministro difende quindi anche il rinnovo del contratto degli statali e dopo che il titolare dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa ha chiesto più austerità nella pubblica amministrazione, ricorda che la strada è quella di incentivare la produttività, collegando la retribuzione con il miglioramento della prestazione.

Ancora più decisa la posizione di Bonanni che non ha dubbi: l'accordo sul welfare va tutelato così com'é e tutti, politici e parti sociali, le stesse che lo hanno siglato, devono accettarlo in toto, senza rompere l'equilibrio che ha permesso l'intesa. "Ognuno si prenda quello che ha preso e lasci quello che ha lasciato - sottolinea applaudito dalla platea - Anche io ho qualche insoddisfazione ma non la dirò, è un segreto professionale, muore in silenzio. Sosterrò sempre l'accordo". Così come la Cisl sosterrà la legge Biagi. Per questo nella polemica che vede opposte le due manifestazioni contro e pro legge 30, Bonanni non ha dubbi: "Mi piacerebbe andare alla contromanifestazione se vedo una realtà bipartisan. Non condivido affatto le ragioni della prima manifestazione, sono molto vicino alle opinioni della seconda". Tuttavia, "o l'iniziativa è davvero bipartisan e non serve alla contrapposizione politica, o altrimenti è dannosa come la prima". E visto il buon lavoro fatto con il protocollo sul welfare, il leader della Cisl ne propone già un altro: sull'energia e sulle infrastrutture, condizioni essenziali e basilari per migliorare il lavoro e aumentare la produttività.

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