Dall'Italia

Marina Petrella

Terrorismo: ex brigatista presa a Parigi: arrestata Marina Petrella

Fausto Belia

23-08-2007

PARIGI. Un normale controllo stradale, l' agente che si accorge della sua identità e che la convoca in prefettura. Lei, Marina Petrella, l' ex br, latitante in Francia da una ventina d' anni, ci va con Emanuela, la figlia di 10 anni. E lì l' arrestano, davanti alla bambina.

"Hanno approfittato della intenzionale normalità di vita di Marina, per arrestarla senza neanche scomodarsi e sprecare benzina", dice Oreste Scalzone, l' ex leader di Potere Operaio, punto di riferimento parigino dei rifugiati degli anni di piombo.

Marina Petrella, membro della colonna romana delle Brigate rosse, condannata all' ergastolo nel 1988 al processo Moro ter, scappata in Francia, era nella lista dei dodici ex terroristi per i quali l' ex ministro della giustizia Roberto Castelli aveva chiesto l' estradizione al suo collega francese. La richiesta era stata ripresentata dall' attuale guardasigilli Clemente Mastella.

Alla domanda se ci sia un nuovo atteggiamento nella Francia del presidente Nicolas Sarkozy sul dossier degli estradabili, una fonte del ministero della Giustizia preferisce non rispondere: "oggi occupiamoci - dice all' Ansa - di questo arresto". Ma la polizia di Sarkozy, allora ministro dell' Interno, collaborò con quella italiana nel marzo scorso all' arresto di Cesare Battisti in Brasile.

Il presidente del consiglio Romano Prodi ha ieri sottolineato "l'importanza della cooperazione internazionale in tema di lotta alla criminalità e al terrorismo", mentre i ministri Mastella ed Amato hanno ringraziato i loro colleghi francesi, Rachida Dati e Michele Alliot-Marie, per l' operazione di polizia che ha portato all' arresto della Petrella.

Lei, Marina Petrella, si era rifatta una vita in Francia. Lavorava come assistente sociale ad Argenteuil, nella banlieue nord di Parigi, aveva avuto dal suo compagno algerino una figlia, Emanuela, che ora ha dieci anni, sorella di Elisa, 24 anni, battezzata nel carcere di Rebibbia, avuta da Luigi Novelli, anche lui nelle br. Proprio Elisa, studentessa universitaria a Parigi, chiede ora alla Francia di "mantenere le promesse, la parola data da Mitterrand, quella cioé di non estradarla".

Ed è proprio questa "dottrina Mitterrand" - l' impegno a non estradare i rifugiati italiani che si fossero impegnati a rinunciare alla violenza - che sarà portata avanti dai legali della Petrella nelle prossime udienze giudiziarie contro l' estradizione dell'ex brigatista romana.

Spetterà alla camera dell' istruzione della corte d' appello di Versailles pronunciarsi sulla validità giuridica degli elementi forniti dalle autorità giudiziarie italiane. Se la richiesta di estradizione viene accolta, la Petrella può contestarla davanti alla Corte di Cassazione. Nel caso di un ulteriore sì all' estradizione, spetterà al primo ministro francese firmare il decreto di estradizione, che può essere impugnato davanti al Consiglio di Stato ed eventualmente davanti alla Corte europea dei diritti dell' uomo.

Dalla capitale francese Scalzone chiama alla mobilitazione della piazza in difesa di Marina: "cominceremo - ha detto l'ex leader di Potere Operaio - con una carovana, con delle marce, da Parigi a Palermo: ci toccherà utilizzare metodi della non violenza attiva, che possono essere cattivi. Rovineremo reputazioni, manderemo a casa parlamentari, soprattutto di sinistra".

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