Dall'Italia

Cefalù assediata dalle fiamme. Bruciano le case, ospedale in tilt, turisti in fuga

di Alfredo Pecoraro

23-08-2007

CEFALU' (Palermo). Fuori dall'ospedale San Raffaele Giglio il rumore delle sirene è assordante, il caos è totale. I medici fermano gli ambulatori e scatta il piano d'emergenza mentre all'esterno, a meno di dieci metri, alberi e arbusti bruciano fino in strada e i vigili del fuoco con le pompe cercano di domare il rogo. I pazienti meno gravi vengono dimessi e vengono fatti riparare in alcuni pullman.

"Ho paura", dice Anna Ribaudo, 23 anni mentre sale sui mezzi di soccorso, col viso sporcato dalla fuliggine; Roberto Cicala invece piange: "Su quelle case ci sono i miei familiari".

Sul monte le villette sono circondate dalle fiamme alte. Contrada Campella è immersa dal fumo, come anche le contrade Carbonara, Presti, Santa Lucia, Ferla e nelle zone di Cippone, Allegracuore, Serre. "Non voglio perdere tutto", grida Lucia, 37 anni, mentre il marito l'abbraccia e indica ai vigili del fuoco e agli uomini della Forestale la sua abitazione, su per la collina.

"Perché non l'avete spento subito questo inferno", aggiunge tra le lagrime.

Il vicino hotel Paradiso è lambito dalle fiamme e viene evacuato: oltre cento turisti lasciano gli alberghi, alcuni vanno verso il mare, altri assistono increduli alla scena dantesca. "Mamma ho terrore, qui brucia tutto", dice al telefono Tiziana De Stefaniì, in vacanza assieme a un gruppo di amici che si riparano con le mascherine distribuite, assieme all'acqua, dalla Protezione civile. In contrada Campella il forte vento di scirocco alimenta le fiamme, alcune case sono bruciate, altre circondate dal rogo con le famiglie rinchiuse dentro salvate dalla Protezione civile. Brucia anche la vegetazione a pochi metri dalla spiaggia. Tutto intorno a Cefalù sembra un inferno. Il sole è quasi oscurato dal fumo. Due canadair sorvolano le contrade per cercare di spegnere l'incendio alimentato dal vento di scirocco. I tubi in polietilene sono collassati per l'alta temperatura.

Interrotte numerose linee telefoniche. I vigili del fuoco, invece, tentano di spegnere le fiamme che arrivano fino nella strada. "Abbiamo mezzi insufficienti", accusa Stefano Giambruno, funzionario dei vigili del fuoco di Palermo. Manca anche l'acqua, che i pompieri prendono dalle piscine degli alberghi. "Abbiamo chiesto rinforzi a tutti i comandi provinciali della Sicilia - aggiunge Giambruno - Soltanto Caltanissetta ha risposto alla nostra richiesta e ci ha inviato dei mezzi".

Per almeno due ore la città di Cefalù rimane isolata. La polizia chiude la statale 113 all'altezza di Mazzaforno, e ai bordi della strada i parenti dei pazienti dell'ospedale San Raffaele aspettano sotto il sole di poter raggiungere il nosocomio. Una donna si sente male. Arriva l'ambulanza del 118. Chi deve andare al lavoro è costretto a tornare indietro. "Ho la casa in contrada Campella", dice Matteo Pipitone ai poliziotti, che agli altri sfollati consiglia di raggiungere la zona via Lascari e Gratteri.

Per il sindaco di Cefalù, Giuseppe Guercio, i soccorsi "sono stati tardivi", e sostiene che "l'incendio è sicuramente doloso". "Non ci sono dubbi - aggiunge - quando sono cominciati i roghi, i cinque focolai erano distribuiti a breve distanza, e questo è un dettaglio rivelatore". 

Nel corso di una riunione nell'unità di crisi istituita in comune, il sindaco ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale.

 

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