Economia

Luca Cordero di Montezemolo

Fisco. Il presidente di Confindustria non risparmia criche al "sistema Italia"

di Vincenzo Benni

23-08-2007

CORTINA D'AMPEZZO (Belluno). La riforma dello Stato, la meritocrazia, l'equità fiscale, la voglia di difendere, da protagonista, pur non risparmiandogli critiche acuminate, il sistema Italia: è il Montezemolo che ti aspetti quello che sale sul palco del Palalexus ("la Lexus è una gran macchina ma volete mettere la 500, la Panda e l'Alfa Romeo Quattro ruote motrici?") dove va in scena "CortinaIncontra".
Attorniato da dodici imprenditori che avrebbero dovuto "intervistarlo", il presidente della Fiat e della Ferrari ha preso la scena ribadendo la compatezza di Confindustria sulla necessità di riforme e soprattutto sullo sbarramento a nuove tassazioni. "Non serve cambiare pilota se la macchina è vecchia - ha sottolineato - occorre mettere mano a uno Stato che ha Camera e Senato che lavorano due giorni la settimana con scarsa produttività. L'Italia che lavora e che produce non ne può più di certa politica e di certi politici. È ora che entrambi gli schieramenti si parlino, magari con una nuova Costituente, con una nuova Bicamerale, ma ci si rimetta in moto".
Guardando dritto negli occhi il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, seduto in prima fila, che nei giorni scorsi aveva denunciato il malumore degli imprenditori sulle tasse facendo l'occhiolino alla Lega sullo sciopero fiscale, Montezemolo ha confermato che per le imprese "le tasse rappresentano un'emergenza". "Certo è scandaloso - ha indicato il leader di via dell'Astronomia - che qualche esponente di governo venga fuori con la tassazione delle rendite. Se veramente questo aumento è un fatto di equità perché si allinea alle medie europee - ha spiegato - allora lo stesso ragionamento vale al contrario per tutte le altre tasse quelle sulla persona e sulle imprese. Se si alza da un lato bisogna abbassare dall'altro". "Dev'essere chiaro - ha tuonato - che non siamo disponibili a pagare un euro in più. La misura é colma".
Da questo concetto al taglio dei costi il passo è breve. Per Montezemolo, che presto sul palco si è sbarazzato della giacca blu rimanendo in camicia bianca su pantaloni verdi, l'automobile-Stato "non può più permettersi di avere 27 partiti ("tra poco ci sarà chi ne fonda uno in condominio"). Abbiamo 180 mila persone che ricevono stipendi dalla politica e dobbiamo avere il coraggio di riformare e togliere le troppe tasse". "Bisogna abbassare le tasse - ha detto anche Montezemolo - e per questo dal governo ci aspettiamo decisioni forti e coraggiose". "Meglio meno tasse - aggiunge - che pietire incentivi", spiegando di essere favorevole allo "scambio incentivi-tasse".
E su quest'ultimo argomento Montezemolo non risparmia nemmeno il centro destra. "È inutile scendere in piazza - ha osservato - l'emergenza fisco non si risolve con lo sciopero. In un Paese serio l'opposizione deve far progetti specie se è rimasta al governo 5 anni con una potente maggioranza mai vista". E poi l'altra stoccata: "Non è più possibile che adesso arrivano dei marziani in Italia a dire che le tasse sono troppo alte dopo che per cinque anni hanno governato questo Paese, con una grande maggioranza, e io non visto una diminuzione dell'Irap".
Anche a Cortina Montezemolo ha ripetuto il concetto che ama di più da leader confindustriale: "Non pensiamo che i problemi siano sempre fuori dall'azienda, ma abbiamo almeno saputo reagire. Se ognuno facesse bene il proprio mestiere, se ci fosse un partito del merito andremo meglio". E Montezemolo fa nomi e cognomi: "La politica e il sindacato in Italia - ha precisato - sono due totem che non possono essere toccati. La politica riparta mettendo al centro del dibattito il merito".
Le priorità che l'Italia deve darsi per recuperare competitività per Montezemolo sono inoltre sicurezza ("perché lo Stato con i nostri soldi non costruisce più galere"?) e infrastrutture: "Ci si mette di più da Napoli a Bari che da Roma a New York - ha precisato - senza contare che un imprenditore per lavorare al Sud dev'essere un eroe. Nel mezzogiorno abbiamo aziende piene di denaro pubblico che fanno concorrenza alle aziende private. È un problema di classe dirigente".

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