Dall'Italia

Romano Prodi

Prodi. "Severissimi contro i piromani"

24-08-2007

ROMA. "Le pene ci sono, dobbiamo essere severissimi nell'applicarle". Dopo un'altra giornata infuocata sul fronte incendi, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, chiede il pugno di ferro contro i piromani. Che, finora, quando beccati dalle forze dell'ordine, non hanno quasi mai conosciuto il carcere. Nonostante il codice preveda pene fino a 15 anni.
"Ieri - dice Prodi - è stata una giornata complicata, penosa, difficile" e tutti questi incendi "diventa impossibile pensare che siano dovuti a fatalità. Il dolo esce sempre, come mi riferiscono le autorità. Non è pensabile che ci siano persone che incendiano i boschi. Le pene ci sono, dobbiamo essere severissimi nell'applicarle e implacabili".
Ed un grido di dolore arriva anche dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che segnala "la necessità di una mobilitazione permanente e di ogni risorsa disponibile per scongiurare e contrastare con la massima energia il ripetersi di simili tragedie".
Sulla stessa linea di Prodi il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che, esprimendo cordoglio per le vittime di ieri in Sicilia, auspica che ci sia "il massimo impegno per individuare e punire i responsabili con assoluto rigore".
Il Guardasigilli ricorda anche che, se in passato il problema era probabilmente sottovalutato, "oggi il fenomeno ha una soglia di sensibilità sociale molto elevata. Credo che la punibilità sia tale che non consenta di uscire dal carcere abbastanza velocemente".
Ma chi sono gli incendiari? Per il ministro "siamo in presenza di fatti legati a volte a processi di natura criminale; sono attività che vengono svolte per conto di terzi; si tratta a volte di forestali che appiccano il fuoco perché ritengono che così sono garantiti nel posto di lavoro".
Anche il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, invoca "‘tolleranza zero' ed una risposta immediata contro questi criminali incendiari.
I crimini ambientali, infatti, producono danni sociali, economici e al territorio gravissimi, per questo è importante che il Parlamento approvi subito il Ddl sugli ecoreati".
Mentre il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, fa notare che "purtroppo i piromani appiccano il fuoco sapendo che le fiamme possono minacciare i centri abitati". E sulle accuse di mancato coordinamento degli interventi, spiega che "un problema nel coordinamento c'é sempre. Il coordinamento lo fanno gli uomini e non le leggi".
E scoppia anche la polemica politica per le mancate condanne degli incendiari, oltre che sulla tempestività dei soccorsi. "Perché - chiede Maurizio Gasparri (An) - i piromani che devastano i boschi italiani non vengono individuati e condannati nel giro di poche ore come è accaduto a chi, in modo criminale, ha tagliato gli ormeggi del panfilo con Mastella a bordo?".
Gaetano Fasolino (Fi) parla di "mancato coordinamento dei soccorsi, praticamente incentrati sul ‘fai da te'" e chiede di "pubblicare subito l'elenco dei piromani condannati negli ultimi venti anni in Italia, a fronte dei denunciati assolti e degli incendi mai pervenuti a dibattimento".
Il suo collega di partito, Pippo Fallica, auspica una commissione d'inchiesta per determinare le responsabilità. Sempre sul piano delle proposte, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Enzo Bianco, è per una "modifica radicale della legislazione" che consenta "l'arresto immediato" per i piromani. Tommaso Pellegrino (Verdi) propone il rito direttissimo, "così da favorire pene veloci ed esemplari".
Da parte sua, il presidente dell'Anm, Giuseppe Gennaro, difende le toghe. "Le pene severe per i piromani - osserva - servono a poco se non riusciamo a controllare il territorio: possono essere anche draconiane, ma se non si fa prevenzione, noi magistrati non sappiamo a chi applicarle".

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