La politica

Romano Prodi

Partito democratico. Irritazione Ds-Dl verso i prodiani. Il premier avverte: io sto fuori

Di Cristina Ferrulli

25-08-2007

ROMA. Romano Prodi incassa con soddisfazione il nuovo ‘tesoretto' fiscale e interpreta la inaspettata novità come il segnale di una ritrovata fiducia dei cittadini nei confronti dell'azione del suo governo. Un ‘bottino', quello del'extragettito, che porta linfa vitale nelle casse dello Stato e inietta ottimismo in tutta la compagine governativa che in coro (ma con la consueta eccezione di Capezzone che si dice sorpreso dai ‘toni trionfalistici') festeggia l'evento e l'operato del premier. A smorzare i facili entusiasmi, però ci pensa la sinistra della coalizione che da subito ipoteca il ‘malloppo'. E in campo scende anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti per il quale la novità di ieri può produrre anche un incasso elettorale ma a patto che si provveda a redistribuire l'entrata alle fasce meno abbienti.

Bene - dice poi esplicito il capogruppo del Prc alla Camera Gennaro Migliore - ora che ci sono questi soldi si può modificare tranquillamente il protocollo sul welfare nella parte che riguarda il precariato e lo scalone per le pensioni. Resta ferma, in ogni caso - sottolinea Migliore - la necessità di armonizzare le rendite finanziarie così "come previsto nel programma".

Tradotto: nessun baratto. Prodi, però conosce già il ‘gioco' e per questo anche ieri si è precipitato subito a mettere in chiaro le cose: non cominciamo a strattonare il ‘tesoretto' - è stato il suo ragionamento fatto a Novellara - sull'utilizzazione dell'extragettito si deciderà "collegialmente, in consiglio dei ministri, in preparazione della finanziaria. Non si può inventare la politica tutti i giorni". Ma ‘inventare' è proprio l'accusa che viene scaricata sul premier dall'opposizione che ha reagito alle parole entusiastiche del professore irridendo la sua politica fiscale, e bollando come "trucchetto contabile" le cifre sull'extragettito. Per il centrodestra che l'economia vada a gonfie vele come vorrebbe far intendere Prodi, è, appunto una invenzione.

Ma la maggioranza, invece, ci crede fermamente e incurante del monito del premier, gareggia con la sinistra della coalizione nell'immaginare come investire il denaro aggiuntivo. Così i Verdi indicano le priorità ambientali, la lotta al precariato e l'innovazione. "Investire sui giovani", chiede Alfonso Pecoraro Scanio. "Riformare la legge sui congedi parentali a favore delle donne che lavorano", si inserisce il ministro della Famiglia Rosy Bindi. E anche il ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero (Prc) sollecita politiche sociali e la riduzione delle tasse per i pensionati e i lavoratori. Per il partito di Di Pietro bisogna andare avanti con la politica della formica e continuare quindi a risanare i conti pubblici, lasciando da parte - chiede Massimo Donadi capogruppo Idv alla Camera - quelle "ingiustificate spese" sollecitate invece dalla sinistra radicale. Enrico Letta coglie l'occasione per rilanciare la "tregua fiscale".

Ed è proprio l'eccessiva pressione tributaria, secondo il centrodestra che ha prodotto il gettito-bis e non l'improvviso comportamento virtuoso dei contribuenti: l'analisi degli ultimi dati sulle entrate fiscali - attacca l'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti - dimostra che la lotta all'evasione fiscale è stata un fallimento e che gli italiani non hanno fiducia in quello che ha fatto e che farà il governo". "Prodi non canti vittoria - dice Tremonti dati alla mano - e anzi, chieda scusa".

Di "giochi contabili" parlano anche An (Mario Baldassarri) e Forza Italia (Cicchitto). E la Lega ripete con Maroni e Calderoli che le entrate sono dovute solo all'inasprimento della pressione fiscale. Se l'economia va così bene - dice Rocco Buttiglione presidente dell'Udc - si devono abbassare le tasse e i soldi in più vanno restituiti ai contribuenti.

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