Dal Mondo

Incendio nel Peloponneso

Il fuoco della rabbia. Stato di emergenza in Grecia

di Furio Morroni

26-08-2007

C'é incredulità e disperazione. l'ultimo bilancio ancora non definitivo parla di almeno 52 morti e un numero imprecisato di dispersi provocati dai violenti incendi che da 48 ore stanno devastando la penisola del Peloponneso.

ATENE. C'é incredulità e disperazione in Grecia mentre l'ultimo bilancio ancora non definitivo parla di almeno 52 morti e un numero imprecisato di dispersi provocati dai violenti incendi che da 48 ore stanno devastando la penisola del Peloponneso. Ma dai volti e dalle parole dei residenti dei villaggi distrutti dal fuoco trapela anche una rabbia a stento soffocata contro tutto e tutti: dal destino che si è accanito contro questo splendido lembo di terra ellenica, contro le autorità che non fanno opera di prevenzione degli incendi, contro i pompieri che, nonostante l'impegno al limite dell'eroismo, sono sempre troppo pochi per far fronte alle emergenze. Consapevole di ciò, al termine di una riunione urgente del governo, in un messaggio televisivo alla nazione il primo ministro Costas Karamanlis ha dichiarato lo stato d'emergenza in tutto il Paese. Ed ha affermato che così tanti incendi nello stesso momento e in punti differenti "non possono essere una coincidenza" ed ha aggiunto che i responsabili saranno individuati e puniti.

Le parole del premier, a detta di vari osservatori, sembrerebbero voler avvalorare una sorta di ‘teoria del complotto' di cui da l'altro ieri si parla nei bar di Atene: dietro gli incendi dei boschi greci, insomma, si celerebbero non meglio identificati interessi vuoi stranieri, per danneggiare il turismo della Grecia (principale risorsa economica del Paese), vuoi interni, per edificare ed arricchirsi sulle ceneri delle foreste bruciate. Sta di fatto che pure ieri gli incendi - oltre 140 i focolai attivi su un fronte di 160 km - hanno proseguito la loro opera di distruzione dei boschi ma anche degli abitati del Peloponneso, facendo i danni più gravi nel paese di Zakaro, a Sud di Pyrgos, già martoriato l'altro ieri, e in quelli di Leontari e Falesia, nella prefettura di Arcadia.

Decine di villaggi hanno dovuto essere evacuati pure ieri mentre in serata un fronte di fuoco avanzava rapidamente in direzione dell'abitato di Gortynos, anch'esso in Arcadia. Ma le fiamme hanno minacciato anche la periferia nord-occidentale di Atene. Un violento incendio è scoppiato verso mezzogiorno a circa 20 km dal centro della capitale, ai lati dell'autostrada che conduce all'aeroporto che è stata per un po' chiusa al traffico. Sconosciuti piromani hanno appiccato il fuoco tra i boschi del monte Imetthus e fiamme hanno lambito le abitazioni dei quartieri orientali di Papagou, Kesariani e Zografou provocando scene di panico tra i residenti. Meno di un'ora dopo un'enorme nuvola di denso fumo ha coperto il cielo sovrastante il centro di Atene e per parecchio tempo, mentre piovevano frammenti inceneriti, si è respirato l'odore acre del legno bruciato.

Stanno intanto confluendo sulla Grecia gli aiuti dell'Unione Europea per far fronte agli incendi. A seguito alla tragedia che sta sconvolgendo il Paese, inoltre, i responsabili della Federcalcio ellenica hanno deciso di rinviare l'inizio del campionato greco che sarebbe dovuto cominciare proprio ieri con l'atteso derby tra Panathinaikos e Olympiakos.

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