La politica

Damiano: "Il tesoretto bis servirà per il Welfare". Ma resta il nodo pensioni-lavoro

di Chiara Scalise

26-08-2007

ROMA. Il ‘tesoretto bis' servirà a rafforzare lo stato sociale, perché le imprese hanno già avuto la loro parte con il taglio del cuneo fiscale. Parola del ministro del Lavoro Cesare Damiano, all'indomani della notizia del nuovo boom delle entrate fiscali. All'orizzonte però nessun provvedimento straordinario, come è stato per la prima tranche dell'extragettito: il ‘bottino', spiega infatti il ministro Fioroni, sarà speso con la finanziaria. E una volta tanto la sinistra dell'Unione non storce la bocca e concorda almeno con i modi e i tempi individuati dal governo, anche se sullo sfondo resta la polemica legata alla riforma delle pensioni e del mercato del lavoro.

Sul fronte dell'opposizione, il leader del Carroccio Umberto Bossi fa un mezzo passo indietro e annuncia che non ci sarà alcuno sciopero fiscale, bensì una protesta a tappe. "Procederemo per step - racconta il senatur, che ricorda come nei prossimi giorni inizierà anche una raccolta firme. Prevediamo 5-6 passaggi in modo da garantire la gente. Di certo abbiamo che il governo ha esagerato e quindi si trova tutto il Paese contro".

Intanto, il monito del presidente del Consiglio sembra aver sortito dunque un qualche effetto tra le file del centrosinistra: niente annunci troppo enfatici, niente dettagli, meno polemiche del solito. La maggioranza procede con un passo più ordinato, ricordando continuamente l'invito del premier alla collegialità, che infatti anche sull'extragettito sceglie di non sbilanciarsi ("Ne riparleremo", dice Prodi dalla Liguria dove si sta godendo l'ultimo weekend di vacanze).

 Giustizia sociale, sviluppo e sicurezza sono comunque le linee direttrici lungo le quali si muoverà la prossima manovra, così come annuncia il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni, e che porteranno a tagliare le tanto odiate tasse, sottolinea il vice-ministro all'Economia Vincenzo Visco, padre della lotta all'evasione fiscale ("la vera emergenza", la definisce infatti) grazie alla quale ora l'Unione può contare su maggiori entrate. E le risorse del nuovo teso-retto, aggiunge infatti il titolare del dicastero del Lavoro Cesare Damiano, consentiranno di rafforzare proprio il tanto criticato protocollo sul welfare.

Un'intesa, è però il messaggio chiaro che Damiano invia agli alleati della sinistra della coalizione, che non può essere ritoccata a piacere senza il consenso delle parti sociali che hanno siglato l'accordo a fine luglio. Fra le righe, torna quindi in realtà un elemento di conflittualità tra i partiti a sinistra del Pd, in particolare Rifondazione comunista, e l'Esecutivo. Sì, perché, proprio l'abbondare di soldi in cassa fa immaginare al presidente dei senatori del Prc Giovanni Russo Spena di poter rivedere ulteriormente sia il superamento dello scalone Maroni sia la legge Biagi, pur senza, sarebbe il compromesso, puntare alla loro abolizione. E se smorzare i toni è anche la parola d'ordine dei centristi dell'Unione, l'Udeur ricorda come il canovaccio per la manovra di quest'anno sia già scritto: si chiama Dpef. E lì, infatti, non si lascia sfuggire il capogruppo del Campanile a Montecitorio Mauro Fabris, c'é la riduzione dell'Ici sulla prima casa, tanto cara pure alla Margherita.

L'exploit dei dati fiscali allenta le tensioni nella maggioranza, almeno in questo scorcio di agosto, ma non assopisce le polemiche tra i poli. La Lega chiede un provvedimento ad hoc per restituire agli italiani il "maltolto", mentre l'Udc punta i riflettori sulle famiglie, chiedendo un taglio delle tasse. Più pessimista Forza Italia, che con il numero uno dei senatori azzurri Renato Schifani si dice convinta che il tesoretto sia un bluff, perché già "divorato dalla spesa pubblica".

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