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Giancarlo Fisichella

Fisichella fa pace con il fisco. Pagherà "solo" 3,8 milioni di euro

26-08-2007

ROMA. Il pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella fa pace con il fisco. L'Agenzia delle Entrate gli aveva recapitato una cartella da 17,2 milioni di euro, contestando la residenza a Montecarlo. Ma, con l'accordo raggiunto, potrà ora ottenere "le attenuanti" previste. Pagherà così "solo" 3,8 milioni di euro al fisco. E ora la residenza del campione e di nuovo in Italia.

"Valentino Rossi? Gli consiglio di fare come me - ha detto Fisichella rispondendo a Istambul dove è impegnato per le qualifiche al Gran Premio - Credo di aver dato l'esempio. Quando non risiedevo in Italia potevo non pagare le tasse: ma ho preferito non avere problemi. Così ho pagato quello che dovevo pagare". La risposta arriva però a stretto giro di posta, tramite il padre del "dottore" su due ruote. "C'é una bella differenza tra Montecarlo e Londra - dice Graziano Rossi, il padre di Valentino - Montecarlo è un paradiso fiscale, mentre Londra è la capitale economica d'Europa. E' un confronto che proprio non è possibile fare, che proprio non c'é".

Quella di Fisichella è per il fisco, che ha già incassato 1,4 milioni, una storia a lieto fine. Ma lo è anche per il pilota Renault che ha ottenuto una riduzione di circa 13 milioni di euro rispetto a quello che doveva. La vicenda nasce come quella di altri campioni impegnati nelle gare in giro per il mondo: con lo spostamento all'estero della residenza. Come Valentino Rossi ha ora scelto Londra, Giancarlo Fisichella aveva scelto Montecarlo per "campo base". Il fisco aveva avviato una verifica e alla fine aveva spedito una cartella esattoriale con sei zeri: una richiesta di pagamento da 17,2 milioni di euro per cinque anni (1998-2002) tra imposte dovute, sanzioni e interessi.

Ma il sorpasso vincente, per Fisichella, si è concretizzato nella scelta di dialogare con il fisco e, soprattutto, di tornare ad essere pienamente italiano, anche per il fisco. I suoi consulenti tributari hanno così ottenuto una riduzione del dovuto. Gli sono state soprattutto ridotte le sanzioni che vengono applicate nella misura minima (il 30% del dovuto) per chi sveglie la via del Concordato. Davanti alle richieste dell' Ufficio di Roma 4 dell'Agenzia delle Entrate gli esperti fiscali del campione avrebbero documentato i costi sostenuti da Fisichella come spesa di produzione del reddito, riuscendo così a farsi ridurre la maggiore imposta accertata di circa il 40 per cento. Dall'importo della cartella esattoriale, poi, sarebbero state tolte le imposte che Fisichella aveva già pagato all'estero e una ulteriore riduzione legata ad un compenso che - è stato poi verificato - non è stato effettivamente incassato dalla Jordan. Alla fine la maggiore imposta accertata sarebbe scesa da 9 a 2,7 milioni.

Ancora più deciso il taglio delle sanzioni richieste. La ‘multa' tributaria sarebbe stata applicata, come previsto in caso di accordo, nella misura minima e su un importo evaso sensibilmente minore: questa voce è cosi "crollata" da 6,87 milioni a soli 764.000 euro. Anche per gli interessi il calo è stato drastico. Si sarebbe scesi dagli 1,3 milioni iniziali ai 370.000 euro finali. A Fisichella, inoltre, trattandosi di importi decisamente impegnativi sarebbe stata concessa una significativa rateizzazione, anche se nelle casse del fisco sarebbero già entrati 1,4 milioni. La storia a lieto fine ha anche una morale che sembra indicare anche ai campioni del motociclismo Valentino Rossi e Loris Capirossi la strada della "pax fiscale" per evitare di dover pagare cifre astronomiche. Con il fisco è meglio concordare. Fisichella insegna. 

 

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