La politica

Umberto Bossi

Fisco. Bossi parla di fucili. Napolitano: "Basta, moderare i toni"

di Chiara Scalise

27-08-2007

Per difendersi dal fisco ‘vampiro' si potrebbe anche arrivare a imbracciare un fucile. Il leader della Lega sceglie di alzare i toni, ma supera il limite tollerato dal presidente della Repubblica

ROMA. A mali estremi, estremi rimedi. Per difendersi dal fisco ‘vampiro' si potrebbe anche arrivare a imbracciare un fucile. Il leader della Lega Umberto Bossi sceglie di alzare i toni, ma supera il limite tollerato dal presidente della Repubblica, che interviene con una severissima nota invitando il ‘Senatur' a moderare il linguaggio. Una cosa é la polemica anche aspra e il pieno esercizio dei diritti dell'opposizione, afferma Napolitano, altro sono "gli eccessi clamorosi". E così il Capo dello Stato decide di inviare un messaggio chiaro, ricordando il rispetto dei valori nazionali e dei principi costituzionali.

L'affondo di Bossi, d'altro canto, è inequivocabile. Il leader del Carroccio arringa i fedelissimi della Lega Nord nel giorno in cui parte la raccolta firme per la rivolta fiscale a tappe concordata con gli alleati: "A Roma pensano: al nord sono un po' pirla. Parlano ma poi pagano, quindi non diamogli niente". E "finora - riconosce Bossi - gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c'é sempre una prima volta".

 E così, altrettanto inevitabilmente, arriva anche il monito della Presidenza della Repubblica. Non è infatti la prima volta che il Capo dello Stato interviene richiamando i politici alla moderazione. Poco meno di un mese fa toccò al deputato del Prc Francesco Caruso: Il Quirinale infatti bollò come "indegno vagheggiamento" le affermazioni dell'esponente di Rifondazione comunista che aveva definito "assassini" il giuslavorista Marco Biagi e il presidente della commissione Lavoro del Senato Tiziano Treu.

Il richiamo di ieri comunque trova l'apprezzamento di governo e maggioranza. Palazzo Chigi rimarca come il monito non solo sia giusto ma sia anche dovuto ai toni troppo eccessivi dell'opposizione. Ed è plauso anche da parte del candidato alla guida del Pd, Walter Veltroni, il quale dice di "concordare completamente" con il Capo dello Stato e di auspicare "che posizioni estremiste e irresponsabili vengano isolate e condannate da tutte le forze politiche".

Si trincera invece dietro un no comment il Cavaliere. "No, non dico nulla...", si schernisce il leader di Fi Silvio Berlusconi. Un silenzio che viene duramente criticato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta il quale commenta: "In questo contesto il silenzio del Cavaliere appare vicino alla connivenza" verso chi usa toni "non ammissibili".

L'uscita del numero uno del Carroccio, ancora prima dell'altolà del Capo dello Stato, è stata comunque una doccia fredda per gli alleati. Più difficile questa volta, infatti, difendere a spada tratta la Lega e così le reazioni sono perlopiù sotto il segno dell'imbarazzo. "Sappiamo - afferma il vice-coordinatore di Fi Fabrizio Cicchitto - che Bossi usa un linguaggio forte e ricco di iperbole per ottenere il massimo effetto mediatico", ma "la sinistra - è l'accusa - ha spezzoni che la spranga o addirittura il fucile l'hanno davvero usato". A prendere distanze nette, in casa dell'opposizione, è però l'Udc, che definisce il gesto "irresponsabile". Il segretario del partito Lorenzo Cesa definisce Bossi "bifronte" responsabile quando parla di riforme con Prodi, ma "irresponsabile quando parla ai militanti della Lega, evocando fucili che per fortuna - rassicura però Cesa - si riveleranno, come al solito, pistole ad acqua".

La miccia è comunque accesa ed inevitabili arrivano le reazioni dell'Unione. C'é chi come i Verdi parla di "terrorismo politico" e comunque anche i più moderati, come il ministro della Famiglia Rosy Bindi, sono convinti che sia un linguaggio pericoloso. Ma il vicepresidente del Senato leghista Roberto Calderoli difende la linea: "E' solo la legittima difesa di un popolo che si vede negato anche il diritto alla proprietà privata".

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