La politica

Clemente Mastella

Casini e Mastella rilanciano il grande cento. Gelo degli alleati

27-08-2007

PORTO ROTONDO (Olbia). Un grande partito di centro in cui confluiscano i "moderati" dei due schieramenti. E' questa la risposta di Pier Ferdinando Casini e Clemente Mastella, al "sogno" berlusconiano del ‘Partito della Liberta'' e al nascente Partito democratico. Insomma, la pausa estiva non è ancora terminata, ma le grandi manovre dei partiti sono già riprese. Il leader dell'Udc, su ‘Il Messaggero', rilancia il suo progetto di un grande partito di centro, aperto anche a chi del centrodestra non fa parte. Bordate che hanno un unico obiettivo: affossare il ‘sogno' berlusconiano di un grande partito unico del centrodestra e togliere ossigeno al Pd. Affondo che Silvio Berlusconi, nella convinzione che alla fine Casini dovrà tornare nella Cdl, preferisce comunque non commentare ufficialmente. La prima freccia il leader centrista la scaglia contro il Pdl: "Credo poco ai partiti costruiti in laboratorio o frutto di strategie pubblicitarie". E ancora: il dibattito sulla nuova creatura del Cavaliere, rischia di "rafforzare il governo Prodi". Perché? Perché, spiega malizioso l'ex presidente della Camera, getta deputati e - soprattutto - senatori in uno stato di "scoramento e di disorientamento".

Casini ne ha anche per Michela Vittoria Brambilla che, nonostante le smentite dello stesso Berlusconi, viene indicata come stella nascente della Cdl: "Non capisco onestamente lo scandalo che sta suscitando: il metodo con cui è stata selezionata da Berlusconi è analogo a quello di tanti altri: non è che la Brambilla sia l'unica scelta dall'alto". Casini espone il suo progetto, con una premessa che suona più come una minaccia: "Quella che si apre è una fase di grande libertà per tutti". Come dire: mani libere. Casini punta a un "partito dei moderati, sulla scia del Ppe, imperniato sulla difesa dei nostri valori e della grande tradizione cristiana".

Il leader Udc individua non solo il possibile elettorato ("il mondo del Family Day"), ma anche gli "interlocutori" per costituire questo nuovo soggetto politico. Peccato che nemmeno uno di quelli citati da Casini sia nel centrodestra: Gerardo Bianco e Lamberto Dini (Margherita), Clemente Mastella (Udeur). Anche se, precisa, un tale progetto non si può realizzare "tradendo l'elettorato".

Lo stesso progetto, nello stesso giorno (una coincidenza?), viene rilanciato da Mastella. Cambia solo il quotidiano: ‘Libero'. Il ministro della Giustizia torna sull'idea di una alleanza per le prossime europee, individuando proprio nell'Udc un possibile compagno di viaggio. Anche il ministro della Giustizia, come Casini, è dubbioso sul futuro del Pd, visto che nasce "senz'anima". Per il Guardasigilli "un centro forte" può esistere in politica, anzi è la sua "sfida". Ecco perché, aggiunge, un primo passo l'Udeur è pronto a farlo già a partire dal 2009 formando una lista con l'Udc: "Ci dicono che una simile lista vale il 10% dei voti", dice il leader dell'Udeur.

Un doppio affondo, quello del duo Casini-Mastella, che agli alleati di entrambi gli schieramenti proprio non va giù. "Il progetto dell'onorevole Casini ci sembra pervaso di incongruenze e amnesie", attacca Francesco Giro, di Fi. Mentre il collega Osvaldo Napoli legge nel progetto la medesima matrice anti-bipolare. Anche Alleanza Nazionale, con Ignazio La Russa, non sembra entusiasta: "E' evidente che siamo nella fase dell'esaltazione delle identità ed è chiaro che Casini cerchi di allargare il suo ruolo e quello dell'Udc". Il silenzio del centrosinistra alle parole di Mastella è forse un indicatore del gelo col quale il suo progetto viene accolto. L'unico a uscire allo scoperto è Marco Rizzo dei Comunisti italiani: "Cosa cerca Mastella? Vorrebbe che l'esecutivo abbandonasse le ragioni dei lavoratori e sposasse quelle di Casini. Ma sarebbe un suicidio".

 

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