La politica

Walter Veltroni

PD. Da Parigi "la nuova internazionale". Veltroni rilancia l'idea di un nuovo contenitore politico

di Elisabetta Rosati

27-08-2007

PARIGI. Le nuove sfide del mondo globalizzato, dai mutamenti climatici alla precarietà del lavoro, alla sicurezza, richiedono "risposte nuove" lontane dalle "ideologie del passato" e anche, quindi, la costruzione di "una nuova Casa per il campo progressista mondiale". Walter Veltroni, alla sua prima uscita all'estero da quando è in corsa per le primarie alla leadership del Partito Democratico, da Parigi rilancia l'idea di questo nuovo contenitore politico: quell' "Internazionale dei democratici e dei socialisti" che deve tenere insieme democratici americani, socialisti, il Partito del Congresso indiano e le "nuove forze che nascono in Africa, Asia e Europa".

Il sindaco di Roma ha scelto per dar forza al progetto un dibattito organizzato dal Circolo de "I Gracchi", animato da quei socialisti francesi come Michel Rocard, che durante le ultime elezioni presidenziali tifavano per un accordo tra Segolene Royal e il centrista Francois Bayrou. Dando così anche una risposta di contenuto e programmatica al problema che arrovella da tempo i socialisti francesi dopo la vittoria di Sarcozy, quello delle "Ragioni politiche della sconfitta e le vie per la rifondazione" che è proprio il tema della tavola rotonda a cui ha partecipato, nel pomeriggio, Veltroni insieme all'ex premier Rocard e al Commissario europeo Peter Mandelson, un blayriano della prima ora, come Antony Giddens che in mattinata li ha preceduti intervenendo nel dibattito.

Il palco del piccolo teatro de "La Villette", alla periferia parigina, ha offerto a Veltroni la possibilità di delineare le "risposte nuove, utili alla sinistra e al centrosinistra nostrano e non".

Tre, per Veltroni, le principali sfide: ambiente; lotta alla precarietà del lavoro coniugando sviluppo economico e giustizia sociale; sicurezza, che non può essere "un tema lasciato alla destra, anche perché il centrosinistra possiede le soluzioni migliori".

Il candidato leader del Pd è tornato, così, a parlare di "Ecologismo dei sì ". "Serve - ha detto - un ecologismo che sostenga, anziché contrastare, l'energia eolica, l'Alta Velocità, i rigassificatori, le infrastrutture necessarie a ridurre i consumi di petrolio e carbone".

Sul fronte della lotta al precariato, Veltroni ha richiamato soprattutto la sinistra e i sindacati. "La precarietà - ha detto - ieri si traduce in una condizione di ‘sfruttamento' paragonabile a quella in cui si trovavano un tempo gli operai delle grandi fabbriche. Davvero non vedo come la sinistra e gli stessi sindacati possano non avere come priorità l'affermazione dei loro diritti".

E, infine, la sicurezza. "Chi viola la legge, chi commette un reato, chi compie un crimine, un atto di terrorismo o una qualsiasi forma di violenza, deve avere - ha sottolineato Veltroni - la certezza che sarà trattato con assoluta fermezza, che dovrà rispondere delle sue azioni alla giustizia e che andrà incontro a una pena giusta e certa, quale che sia la sua nazionalità".

La trasferta parigina è stata per Veltroni anche l'occasione per ribadire il suo favore per il sistema elettorale ed istituzionale francese che, se fosse possibile, importerebbe volentieri anche in Italia e per lodare il metodo di Sarcozy che si è circondato di collaboratori provenienti da schieramenti diversi dai suoi perché ciò che importa, ha detto Veltroni, "é l'interesse generale del Paese". "Se sarò eletto leader del Pd - ha annunciato delineando un Pd sovrannazionale - chiamerò diverse personalità mondiali a far parte dell'Assemblea costituente".

La prima chiamata, durante il pranzo all'Hotel de Ville è arrivata ieri per il sindaco socialista di Parigi Bertrand Delanoe che ha subito accettato.

 

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