Dal Mondo

Anna Politkovskaia

Non convince Mosca il teorema su Anna Politkovskaia

di Beatrice Ottaviano

29-08-2007

MOSCA. Non convince la Mosca che pensa con la sua testa il teorema esposto lunedì dal procuratore russo Iuri Ciaika su mandanti e moventi dell'assassinio di Anna Politkovskaia, la coraggiosa giornalista di opposizione uccisa nella capitale russa il 7 ottobre del 2006. La tesi del "complotto per discreditare il potere attuale" ricalca troppo opportunamente le dichiarazioni fatte a suo tempo dal Cremlino perché i colleghi e i familiari della vittima, come i giornali indipendenti, non la considerino più un argomento politico che un passo avanti verso la verità.

Certo, la notizia dei dieci arresti esibita lunedì con la grancassa da Ciaika è considerata da tutti un passo avanti per le indagini: ma qualcuno, come la radio Eco di Mosca e il quotidiano ‘Vedomosti', ironizza sull'interesse del procuratore a portare per primo la buona notizia a Vladimir Putin, per non farsi battere sul tempo dal capo dei servizi segreti Nikolai Patrushev o farsi rubare l'inchiesta da altri organismi.

Serghei Sokolov, vicedirettore del periodico ‘Novaia Gazeta' dove lavorava Anna, considera "premature e politiche" le dichiarazioni di Ciaika.

Il suo timore, condiviso peraltro dal figlio della giornalista, Ilia Politkovski, e dagli avvocati della famiglia, è che quelle rivelazioni possano compromettere la prosecuzione dell'indagine. "Gli arresti - ha detto all'ANSA - sono solo il primo passo. Diamo atto agli inquirenti di aver fatto un buon lavoro, ma non tutti i colpevoli sono in manette".

Manca all'appello soprattutto il mandante, che lunedì Ciaika ha ambiguamente collocato fuori dai confini russi, dipingendo un ritratto del nemico pubblico numero uno che negli incubi del Cremlino ha sostituito il defunto terrorista ceceno Shamil Basaiev, il magnate in esilio Boris Berezovski.

Sokolov si abbandona a uno sfogo: gli inquirenti hanno lavorato bene, "ma i loro capi non conducono inchieste, sono uomini politici".

Quanto agli arrestati, "Certo che sono coinvolti", ma la fretta del titolare delle indagini nello scoprire le carte è legata al desiderio di compiacere Putin, "che già tre giorni dopo la morte di Politkovskaia faceva chiare allusioni alle persone che gli erano antipatiche".

Per Mikhail Kasianov, leader del Partito democratico all'opposizione, "il fatto che Ciaika colleghi il caso Politkovskaia alle vicende di Paul Klebnikov (direttore dell'edizione russa di Forbes assassinato nel 2004, ndr) e di Andrei Kaslov (il vicegovernatore della Banca centrale russa ucciso nel 2006, ndr) mi fa pensare a giochi politici. Aspettiamo prove concrete, ma finora ciò che è stato detto non soddisfa, e crea più domande che risposte".

La stampa indipendente, da ‘Vedomosti', a ‘Gazeta', a ‘Vremia Novostei' a ‘Kommersant', a ‘Nezavisimaia Gazeta', è sulla stessa linea: chi parla di "campagna preelettorale", chi boccia la ‘teoria del complotto' come un comodo rifugio per ogni occasione, chi collega le esternazioni del procuratore a una ennesima mossa per ottenere da Londra l'estradizione di Berezovski o del leader ceceno Akhmed Zakaiev, la sola altra figura, movente a parte, che si adatti alla descrizione del mandante fatta dal procuratore.

Tutti hanno l'impressione che la corsa a concludere la vicenda prima del 30 agosto, il giorno in cui Anna avrebbe compiuto 49 anni, possa forse giovare all'immagine del Cremlino sul piano interno, ma non su quello internazionale: l'accoglienza dell'Occidente alle esternazioni di Ciaika è stata quanto meno tiepida.

Qualche elemento plausibile, comunque, può esserci per chi vuole cercarlo, ammettono alcuni media: una doppia pista che vede coinvolti da un lato gruppi ceceni - gli esecutori materiali del delitto - e dall'altro, nel ruolo di informatori, apparati (deviati o meno) della polizia e dei servizi segreti. E un possibile ponte fra il delitto Politkovskaia e quello di Klebnikov: rappresentato dall'ex comandante guerrigliero Khozhakhmed Nukhaiev, descritto dal direttore di Forbes in un libro come ‘barbaro', e molto vendicativo. L'uomo si nasconderebbe a Londra, sotto la protezione di Zakhaiev, grande amico di Berezovski. Il complotto è servito.

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