Cultura

Ambra

Venezia / Via alla Mostra di Ambra

30-08-2007

VENEZIA. Tutti emozionati all'inaugurazione della Mostra del cinema che festeggia 75 anni e si è aperta ieri sera al Palazzo del Cinema con il film in gara Espiazione di Joe Wright preceduto da un documentario di Antonello Sarno, Venezia 75, che ripesca negli archivi i bei momenti del festival più vecchio del mondo.

La madrina Ambra Angiolini, che immaginando gli interrogativi di tanti, ha citato Bruce Chatwin per dire alla platea 'Che ci faccio qui'? e Pedro Almodovar per aggiungere 'Che cosa ho fatto per meritarmi questo?', era emozionata ma lo erano anche il presidente della Biennale Davide Croff e il direttore della Mostra Marco Muller, entrambi alla scadenza del loro mandato ed entrambi fiduciosi di essere riconfermati, specie dopo il cartellone così luminoso di Venezia 64.

Sul red carpet, dove alle 18:00 era cominciata la diretta di RaiSat Cinema, un vero ingorgo di ospiti in abito da sera, sotto l'incombente sfera d'acciaio che Dante Ferretti ha recuperato da Prova d'orchestra di Federico Fellini per dare il segno più tangibile del prossimo futuro della Mostra. "Al cinema ho dato poco finora, lui mi ha già dato così tante emozioni in un anno, come l'inaspettato privilegio di stare con voi questa sera", ha detto Ambra Angiolini in abito Armani lungo in voile grigio, capelli raccolti in una coda, pochi gioielli. La voce era rotta dall'emozione e solo l'esperienza tv, come lei stessa aveva anticipato, l'ha salvata dal peggio. Dopo di lei il presidente Croff, serio e emozionato, ha parlato di quella Mostra cominciata nel '32 sugli schermi dell'Excelsior e arrivata fino ad oggi "essendo laboratorio dell'innovazione e della creatività, capace di capire in anticipo le potenzialità dell'arte cinematografica".

Poi ha parlato del futuro, il nuovo Palazzo del cinema, "l'iniziativa più urgente che c'era da prendere nel nostro mandato cominciato nel 2004" e che finalmente si costruirà, pronto per il 2011, "un traguardo veramente importante". Il presidente Croff ha ceduto poi il microfono al direttore Marco Muller, che ha voluto ricordare non senza commozione un predecessore illustre come Gillo Pontecorvo cui ha dedicato la Mostra. Per il 75/mo, "non potevamo autocelebrarci, dovevamo guardare al passato e poi pensare al futuro. Da qui una mostra come sismografo per documentare ogni terremoto estetico e di contenuto, aperta al nuovo".

Tanta emozione, tanta sìI obrietà nella cerimonia inaugurale - presente sul palco il Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, con la moglie Barbara Palombelli - hanno avuto una parentesi divertente con la traduzione in simultanea dal cinese del discorso del presidente di giuria di Venezia 64, il regista Zhang Yimou, colui che ha vinto più premi alla Mostra del cinema.

A tradurre Yimou è stato lo stesso Mueller che tra le varie lingue parla fluentemente anche il cinese. Yimou, elegante in abito nero all'orientale, ha scherzato: "Il più vecchio festival del mondo parecchie cose eccellenti in questi anni le avrà pure fatte, il cinema deve esistere nella nostra fantasia. Non riesco ad immaginare la Mostra dei prossimi 75 anni ancora diretta da Marco, ma posso assicurare che continuerà a correre dietro ai sogni". Poi sul palco della sala grande è salita la giuria di Venezia 64, tutta di registi con Ozpetek, Crialese, Verhoven, Breillat, Inarritu ai quali si aggiungerà da sabato Jane Campion. In sala sedevano i protagonisti di Espiazione Keira Knightley in abito Chanel da sera color carne e capelli raccolti, James McAvoy, Vanessa Redgrave in tunica grigia accompagnata dal marito Franco Nero e dalle figlie Natasha e Joely e poi ancora Rossella Falk in turchese, Valeria Solarino in un corto dorato di Roberto Cavalli, Marina Ripa di Meana in abito nero solito cappello-scultura e dettagli rosso lacca, Mario Monicelli infortunato e con l'occhio destro coperto da un cerotto, Amanda Sandrelli in abito viola, Eliana Miglio in abito Roberto Cavalli verde smeraldo.

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