Economia

Alitalia. In arrivo un piano-esuberi e nuovi capitali

di Francesca Chiri

30-08-2007

ROMA. Il risanamento di Alitalia passa attraverso un nuovo piano-esuberi e un "consistente" aumento di capitale da realizzare nei prossimi mesi, quando la compagnia verrà ceduta. La compagnia conferma la strada che intende seguire per il rilancio, le cui linee di intervento saranno presentate dal presidente Maurizio Prato al cda che si terrà oggi.

"Le linee guida del Piano che saranno sottoposte al consiglio prospetteranno l'esigenza di esuberi del personale, la cui quantificazione allo stato non è, tuttavia, ancora definita", dice Alitalia ma fonti informate parlano di un taglio superiore alle 500 unità e che potrebbe arrivare fino a mille.

Confermata, in un comunicato diramato dalla compagnia su richiesta della Consob, anche la necessità di "un consistente, ma non precisato, aumento di capitale, da attuarsi nei prossimi mesi in connessione con il progetto di cessione del controllo della Compagnia": in questo caso le indiscrezioni parlano di circa 1,5 miliardi necessari per fronteggiare l'andamento dei conti che continuano a viaggiare in rosso e che in occasione della semestrale (che verrà approvata il 12 settembre) potrebbero evidenziare perdite superiori ai due terzi del capitale.

La ricapitalizzazione, in ogni caso, sarà versata nella compagnia dai nuovi compratori. Secondo fonti finanziarie, per finanziare l'aumento sarebbe rispuntato il nome di BancaIntesa. Il piano, presumibilmente già presentato al governo in un incontro che Prato ha avuto martedì con il premier Prodi, dovrebbe anche prevedere un taglio delle rotte operate da Alitalia soprattutto a Malpensa, e un aumento delle frequenze sulle mete più redditizie, come in Nord America. Su Milano verrebbero potenziate le rotte verso le capitali europee mentre verrebbero tagliati i voli verso India e Cina.

In vista anche un recupero di produttività del personale navigante e una parziale revisione del programma di esternalizzazione delle attività, con un ritorno della manutenzione e dei servizi di handling nell'orbita della compagnia con la costituzione di una holding, Az Servizi, controllata da Alitalia, e al cui interno entrerebbero le attività gestite anche da Eds e Accenture.

Il previsto ridimensionamento di Malpensa non va però giù alle istituzioni e ai sindacati lombardi. Il presidente della regione, Roberto Formigoni, parla di un piano "irrazionale", scritto "dai sindacati romani", minaccia di "sostituire Alitalia" con altre compagnie internazionali e di tagliarle "le rotte d'oro" sulla Roma-Milano."La Lombardia è pronta a utilizzare tutti i poteri che ha sugli aeroporti per tutelare i cittadini. Alitalia non può decidere in totale solitudine" ha tuonato Formigoni ed anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti parla di " un piano suicida non per Malpensa ma per la stessa Alitalia" e che "rappresenta un grosso rischio anche per il sistema Paese".

Cauta invece la reazione dei sindacati ai previsti esuberi che il ministro dell'Industria, Pierluigi Bersani, si augura "siano il minor numero possibile". "Avere un'azienda sana è interesse di tutti. Non deve essere vissuto come dramma la possibilità di eventuali eccedenze che possono essere gestite con il buon senso e il pragmatismo necessario" dice il responsabile per il trasporto aereo della Fit Cisl, Claudio Genovesi. Per la gestione degli esuberi verrebbero infatti messi in campo gli ammortizzatori sociali: cassa integrazione e mobilità verso la pensione. I tagli previsti saranno comunque inferiori a quelli prospettati dal vecchio piano presentato da AirOne per rilevare Alitalia: in quel caso erano 2.350. Attualmente Alitalia impiega circa 18 mila dipendenti.

 

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