Economia

Lavoro e stop alle chiacchiere. La seconda Finanziaria di Prodi

di Chiara Scalise

30-08-2007

ROMA. La seconda finanziaria del governo Prodi servirà a rilanciare lo sviluppo, guardando al mondo delle imprese ma anche puntando a sostenere i ceti più deboli. Il cantiere della manovra è aperto e il Presidente del Consiglio ne ha parlato, ieri sera, a cena con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, mentre oggi al primo Consiglio dei ministri post-ferie illustrerà le linee guida alla squadra di governo. I contenuti da una parte, il metodo dall'altra: il Professore ribadirà ai ministri la volontà di evitare il bis dello scorso anno: il motto dunque è "più lavoro, meno chiacchere".

Il lavoro è comunque all'inizio e così le giornate del premier sono all'insegna della politica economica: la cena con Padoa-Schioppa, alla quale hanno preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e il ministro per l'Attuazione del Programma Giulio Santagata, è servita per fare un primo punto; dopodiché, impegni internazionali permettendo e una riunione dedicata al caro prezzo dei prodotti alimentari in programma per oggi pomeriggio, saranno inseriti in agenda anche incontri anche con la maggioranza. Ed è evidente che i partiti a sinistra dell'Unione punteranno ancora una volta i riflettori sulla necessità di rafforzare gli aiuti per le fasce più deboli, così come ha ricordato il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Il Paese ha bisogno di un'operazione complessa di redistribuzione", ha sottolineato ieri parlando alla festa dell'Udeur, a Telese. I contenuti della manovra sono ovviamente ancora da definire nei dettagli, ma le linee guida sono già individuate. Prende sempre più piede l'ipotesi di uno scambio tra la riduzione della tassazione alle imprese e il taglio degli incentivi, lasciando però fuori il Mezzogiorno. Una ulteriore risposta quindi alle esigenze degli imprenditori e che forse è alla radice della perplessità del presidente del Consiglio alla nuova levata di scudi contro il governo del leader di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Ufficialmente, infatti, Palazzo Chigi non commenta, sottolineando come dalle pagine del Corsera il numero uno di Viale Astronomia abbia ripetuto critiche già espresse in altre occasioni e lascia così la replica al ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ribadisce la disponibilità allo scambio ‘meno-tasse-meno incentivi' a patto che sia a costo zero per le casse dello Stato. Fatto sta che in ambienti parlamentari vicini al Professore si mette in evidenza un velo di irritazione da parte del premier nei confronti di Confindustria per il mancato riconoscimento del lavoro fatto fino a qui: il cuneo fiscale prima e il via libera alla detassazione degli straordinari con l'intesa sul welfare sono infatti due esempi della dimostrazione dell'attenzione dell'Esecutivo - è il ragionamento - verso le imprese.

Industriali a parte, l'altra misura che dovrebbe entrare nella manovra è la tanto attesa riduzione dell'Ici sulla prima casa, che però sarà introdotta gradualmente tenendo conto delle compatibilità finanziarie. C'é poi lo spinoso capitolo del welfare, sul quale - è la convinzione del governo - è importante andare avanti: frutto di un laborioso negoziato con le parti sociali, ora infatti occorre metterlo in pratica. I ministri, e con loro i partiti, sono comunque avvertiti: non ci saranno nuove spese e qualsiasi proposta dovrà innanzitutto essere corredata dalla copertura. E quindi da inevitabili tagli in altri settori.

 

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