La politica

Giuliano Amato

Amato puntualizza sull'emergenza. Incendi: "La mafia non c'entra"

30-08-2007

ROMA. Un'ordinanza di protezione civile con cui, in caso di inerzia dei Comuni, viene affidato ai prefetti il compito di censire le aree bruciate dal fuoco. "In questo modo - ha assicurato Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della Protezione civile e neo commissario delegato per l'emergenza incendi - entro fine ottobre avremo il catasto delle aree devastate dalle fiamme nel corso di quest'anno". E il catasto è importante perché, ha spiegato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, "se si sa che non ci si può fare nulla sull'area incendiata, molti stimoli ad andarla ad incendiare vengono meno".

Ma con gli incendi, ha avvertito, la criminalità organizzata non c'entra. Intanto l'Italia brucia ancora. La situazione resta critica in particolare in Campania, ma incendi si sono sviluppati in diverse aree del centro sud, arrivando a minacciare alcune abitazioni (nell'ascolano e vicino a Roma). Rispetto all'anno scorso, secondo i dati del Corpo forestale, sono aumentati del 70% gli incendi e addirittura del 330% la superficie boschiva andata in fumo; 261 le persone denunciate. Secondo il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio è giusto mobilitare i cattolici, così come è positiva l'ordinanza per il censimento delle aree bruciate.

Un'ordinanza che, in 9 articoli, detta "disposizioni urgenti" anti-incendio per le regioni Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Cinque milioni di euro è il primo stanziamento.

Un provvedimento bis relativo ad altre regioni sarà varato nei prossimi giorni. All'art. 1 Bertolaso viene nominato commissario delegato: gli vengono conferiti i poteri per i primi interventi urgenti (comprese le indennità per chi ha subito danni), mentre per l'adozione di tutte le iniziative volte a superare l'emergenza si avvale (in qualità di "soggetti attuatori") dei presidenti delle Regioni o dei prefetti delle province interessate.

Saranno proprio questi ‘soggetti', entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza in Gazzetta Ufficiale, a individuare i Comuni che non hanno censito le aree percorse dal fuoco e a diffidarli a farlo: se ciò non avviene "i soggetti attuatori agiscono in via sostitutiva". In questo modo, ha spiegato Amato, "davanti a certi Comuni ci saranno le prefetture.

Si ritorna allo Stato e quindi si fa carico allo Stato, attraverso le prefetture, di fare questi benedetti catasti delle zone bruciate che altrimenti non vengono fuori". Secondo il ministro dell'Interno, infatti, "questa estate di incendi ha finito per essere un tragico tagliando sull'efficienza del nostro sistema decentrato di governo". Un tagliando che ha evidenziato una serie di "difficoltà"; di coordinamento, e non solo. Amato ha ricordato che "ci sono le competenze locali: tenere sporco il territorio, ad esempio, significa facilitare lo sviluppo dell'incendio".

E "ciascuno deve sapersi assumere le proprie responsabilità a questo mondo, non sempre è colpa del fato cinico e baro... L'ordinanza ha ridistribuito a fini d'emergenza responsabilità che in determinate circostanze gli enti che le avevano non hanno saputo esercitare". Amato ha parlato anche dei responsabili degli incendi e, statistiche alla mano, ha avvertito: "Sarebbe così comodo per noi dire: è stata la criminalità organizzata.

Ma la criminalità organizzata non c'entra, o ci può entrare in singoli casi. In realtà sono altri e disparati i motivi che hanno portato coloro che sono stati presi" ad appiccare gli incendi. Quali? "In genere sono o persone legate alla pastorizia (27 casi), che sperano con l'incendio di potere riavere il pascolo per le bestie; persone che pensano alla ripulitura dell'incendio (15); persone legate all'attività di spegnimento (9 tra volontari e operai). In 6 casi si tratta di conflitti personali, cioé gente che litiga con qualcun altro e che poi per ripicca gli va a bruciare lì vicino e poi brucia tutto il resto.

E ancora, ritorsioni, bracconaggio... Un insieme di motivazioni che, sommate, portano ai numeri ai quali siamo". Analisi condivisa da Bertolaso: "Il ruolo della criminalità organizzata è marginale". Per lo più si tratta di incendiari che "appiccano il fuoco per dispetto, o per vedere la gente scappare, o per interessi di caccia, pastorizia, ediliza".

Il problema vero però, sostiene il capo della Protezione civile, é "la scarsa conoscenza della legge e la mancata applicazione delle misure restrittive per chi è colto in flagrante".

Pene che, ha detto Amato, visto "l'alto disvalore sociale" degli incendi dolosi, "forse quest'anno saranno più dure che in passato". Ma è giusto equiparare gli incendiari ai terroristi? "Mi sembra una trasposizione un po' osé", ha commentato il ministro.

Il palinsesto di oggi