La politica

Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato

Amato come Giuliani: con la criminalità tolleranza zero

31-08-2007

ROMA. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ribadisce la volontà del Governo di usare il pugno di ferro contro la microcriminalità e annuncia interventi a livello nazionale.

"Serve una lotta all'illegalità a 360 gradi, così come fece Rudolph Giuliani da sindaco di New York", scrive in una lettera al Corriere della Sera.

"Combattere la piccola illegalità è propedeutico e a volte strumentale a combattere la grande". In serata gli fa eco il premier: "Io sono sempre stato convinto - ha detto Prodi al giornale radio Rai - che la lotta contro la piccola criminalità sia indispensabile anche per fermare la grande. Certo non avrei cominciato con i lavavetri, avrei cominciato con chi fa le scritte sui muri, o con i posteggiatori abusivi. Però ritengo che il discorso sulla piccola criminalità sia serio e che sia giusto punirla".

Una presa di posizione, quella di Amato, contro cui si è scagliata l'opposizione - che in sostanza accusa il governo di dire e non fare - e che ha trovato invece consensi nella maggioranza; ma la sinistra radicale è critica. E Mastella commenta: "Amato ha ragione, ma niente giustizialismo".

Nella lettera di Amato al Corriere si fa riferimento a quella 'tolleranza zero', già annunciata a Ferragosto, che dovrebbe concretizzarsi, in particolare, con "interventi nazionali" contro l'illegalità diffusa. Nei piani del Viminale c'è una più stretta collaborazione tra il ministero dell'Interno con gli enti locali e le polizie municipali, perché - ha spiegato Amato - interventi nazionali "eviteranno il rimbalzo dall'una all'altra città di attività trattate da ciascuno con regole diverse. E perché la legalità non può valere a singhiozzo".

Secondo quanto si è appreso, i provvedimenti anti-microcriminalità saranno sia di tipo amministrativo, che legislativo. I primi consisteranno in direttive a prefetti e questori e dovrebbero essere imminenti; per i secondi, invece, i tempi saranno necessariamente più lunghi. Ma l'opposizione attacca.

"Amato parla di tolleranza zero, ma è il ministro dell'Interno di un governo che si è messo al servizio di ogni forma di illegalità", afferma Gasparri, di An, che cita l'indulto ("che ha rimesso in circolazione decine di migliaia di delinquenti"), i "tagli a polizia e vigili del fuoco, le "leggi di resa ai clandestini". "Con questo governo - aggiunge - anche gli incendi sono raddoppiati".

Secondo Isabella Bertolini, di Forza Italia, "Amato si diverte a prenderci in giro. La tolleranza zero richiede investimenti in sicurezza e non tagli selvaggi come ha fatto proprio Amato. Tolleranza zero richiede regole e la loro severa applicazione". Francesco Pionati, portavoce dell'Udc, osserva che il modello Giuliani "può essere condivisibile, ma la credibilità di questo governo a condurla è zero assoluto. Prima che ai quotidiani, Amato farebbe bene a mandare lettere ai suoi compagni di maggioranza, a cominciare da Caruso, Ferrero, e Cento".

"Il ministro dell'Interno prende in giro i cittadini e scarica sui Comuni l'onere della sicurezza e della lotta alla criminalità. Magari lo spieghi al sindaco di San Luca", afferma il leader de 'La destra' Francesco Storace. Secondo il ministro della Giustizia Mastella, invece, Amato ha ragione quando chiede certezza della pena per dare sicurezza ai cittadini. Il suo è un appello "giusto", ha detto il Guardasigilli, purché - avverte - non vi siano degli eccessi che riportino ad un clima giustizialista, "al modello televisivo 'tutti in galerà". "Rudolph Giuliani - ha osservato Mastella - ha lanciato la 'tolleranza zerò, però nella sua città ci sono ancora omicidi a iosa".

È quello che sottolinea anche Russo Spena, di Rifondazione comunista: "Contrariamente a quel che afferma il ministro Amato, il sindaco di New York non ha affatto risolto il dramma della microcriminalità e della povertà diffusa. Si è limitato a 'ripulire' Manhattan (che non è New York), cacciando via quanti apparivano inadeguati alla sua concezione di decoro urbano e di sicurezza".

Sempre dalla sinistra radicale si alza anche la voce critica di Manuela Palermi, del Pdci, che vede nella lettera di Amato al Corriere un "attacco micidiale all'esistenza del governo Prodi": "Invece di rispettare il programma dell'Unione - afferma - ne vengono scritti altri". Sul problema sicurezza "siamo d'accordo con Amato", afferma Nello Formisano, dell'Italia dei Valori. "La certezza della pena, insieme con la prevenzione, contribuisce a trovare la soluzione del problema scurezza". D'accordo con "la strategia di Amato" pure Rotondi, segretario della DcA.

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