Economia

Un fondo di solidarietà per i mutui prima casa. Vertice a Palazzo Chigi tra Prodi, Padoa-Schioppa e Bersani

31-08-2007

ROMA. Sulla scia della crisi dei mutui Usa, spunta l'ipotesi di inserire nella Finanziaria 2008 un fondo di solidarietà per quelli sulla prima casa. La proposta è targata Udeur ed il governo avrebbe anche avviato uno studio per verificarne la fattibilità. Dalla festa del Campanile a Telese la presidente del Consiglio nazionale del partito Federica Rossi Gasparrini fa in realtà un passo in più e annuncia di aver già ricevuto l'approvazione dal ministero delle Finanze. Il Tesoro però in serata frena e fa sapere che "non c'e stato alcun" via libera né è stato preso alcun impegno.

Non è la prima volta che si interviene sui mutui in Italia e questa volta l'idea è di fare in modo che si possa arrivare, in mancanza di soldi in cassa, a ottenere il differimento automatico di 24 mesi, anche in due tranche diverse, del pagamento delle rate senza dover sborsare un euro in più. I costi bancari e quelli di scrittura, in tutto poco meno di 500 euro, sarebbero tutti a carico del Fondo, spiega Gasparrini. A conti fatti per coprire questa misura, dice sempre l'esponente dell'Udeur, potrebbero essere stanziati in finanziaria circa 10 milioni di euro.

Lanciata dai centristi dell'Unione, per una volta la proposta viene appoggiata dal Prc, che però mette le mani avanti e chiede che le facilitazioni vengano estese anche "a chi sta in affitto", spiega il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Una richiesta che ricalca quanto già avvenuto per i tagli sull'Ici.

Prosegue intanto il lavoro del governo, con una nuova, lunga riunione a Palazzo Chigi fra il presidente del Consiglio Romano Prodi, i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e dell'Attuazione del Programma Giulio Santagata. La parola d'ordine è lavorare sodo per costruire una finanziaria di sviluppo rispettando i tempi, che prevedono di consegnare la manovra nelle mani del Parlamento entro fine settembre. Bocche cucite sui contenuti della riunione, il cui clima viene però descritto come sereno, tanto che nel pomeriggio il premier si è preso una pausa per una gita con la moglie Flavia, per visitare Viterbo. Si è trattato comunque, spiegano fonti di Palazzo Chigi, di un "brain-storming", come dire di un primo giro d'orizzonte.

La Finanziaria, secondo quanto è emerso nei giorni scorsi, dovrebbe muoversi su due grandi linee: misure a favore dello sviluppo e quindi anche a favore delle imprese ed iniziative per i più deboli, che sono anche i due filoni individuati dal leader in pectore del Partito democratico Walter Veltroni: "Il governo - spiega il sindaco di Roma dalla festa dell'Udeur - deve dare due segnali: deve restituire a imprese e alle fasce più deboli".

Tra le ipotesi in campo e che guardano al mondo delle imprese resta quella dello "scambio" tra il taglio delle tasse e quello degli incentivi, e che non è escluso sia stato uno dei capitoli affrontati nel corso della riunione di governo di ieri mattina. La materia è però complessa, perché la definizione della lista delle agevolazioni non è facile da stilare e poi perché c'é il nodo Mezzogiorno, che si vorrebbe tenere fuori dalla sforbiciata.

Una proposta arriva proprio da Veltroni, che invita Confindustria - che con Luca Cordero di Montezemolo ha aperto le porte a questa novità - "a dire quali incentivi cancellare per sostituirli con un calo di pressione corrispondente".

 

 

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