La politica

Massimo D'Alema con Clemente Mastella

D'Alema: "Un errore i ministri in piazza"

01-09-2007

TELESE TERME (Benevento). L'eventuale partecipazione di ministri della sinistra alla manifestazione contro il governo sul welfare li metterebbe in una "contraddizione insostenibile" e al governo porrebbe "qualche problema", ma non è all'orizzonte una rottura che possa portare al voto in primavera, come vaticinato da Silvio Berlusconi. Anzi la legislatura durerà e servirà a fare alcune riforme tra cui quella elettorale, per la quale si può puntare al modello tedesco. Questo il filo del discorso tenuto da Massimo D'Alema alla festa del Campanile, dove ha risposto alle domande dei giovani dell'Udeur. "Io non uso mai per ragioni scaramantiche - ha detto il vice premier - l'espressione ‘crisi di governo'. Però non c'é dubbio che se dei ministri fanno una manifestazione contro il governo qualche problema si pone. Il rischio, per gli stessi ministri, è di una contraddizione insostenibile". Anche perché i manifestanti chiederebbero ai ministri che scendono in piazza con loro di dimettersi per coerenza. D'Alema ha invitato le forze di quella che per tre volte ha indicato come "sinistra estrema" ad abbandonare un atteggiamento "di lotta e di governo": "Quando si sta al governo, si governa". Tuttavia, l'esponente dei Ds ha invitato a liberarsi "dalla nevrosi del cataclisma in arrivo". "Credo che la legislatura - ha assicurato - si vada stabilizzando". Quindi niente voto in primavera, come auspicato proprio qui a Telese da Berlusconi: "Credo che questi annunci - ha ironizzato il ministro degli Esteri - sono come gli annunci di certe feste religiose di un avvento imminente. E' solo propaganda".

Quella in corso sarà dunque "una legislatura importante" e si deve mettere mano ad alcune importanti riforme, anche costituzionali per dare stabilità al Paese, a partire da quella elettorale. Su questo punto D'Alema ha ribadito la propria preferenza per il modello francese, ma ha anche constatato che esso non incontra il consenso necessario. Rimane dunque il sistema tedesco, apprezzato anche dal padrone di casa e cioé Clemente Mastella. "In Germania sono tedeschi - ha detto D'Alema - e le alleanze le dicono prima del voto; noi siamo italiani e tale indicazione la possiamo fissare per legge", ma in ogni caso va "cancellata la vergogna" dell'attuale sistema elettorale "che toglie ai cittadini il diritto di scegliere il proprio deputato".

D'Alema ha messo in guardia gli alleati dall'evitare di fare una riforma che sia un "pasticcio", tagliata su misura solo sulle proprie esigenze, come ha fatto la Cdl, che poi però ha perso le elezioni: "Ha fatto come Willy il coyote, che progetta tante trappole e poi ci finisce dentro".

Un'altra riforma indicata da D'Alema è stata quella "dei partiti e della politica" per la quale non servono leggi, ma decisioni. Il vicepremier ha ribadito di credere profondamente al progetto del Pd, "il primo partito post-ideologico": "E' una sfida affascinante". "Mantenere dei partiti ideologici quando non ci sono più le ideologie - ha proseguito il vicepremier - significa continuare a tenere vivi solo i partiti-apparati". In tutto ciò Veltroni "é la persona più adatta a interpretare questa fase politica e a dare questo aspetto di rinnovamento".

Non è in contraddizione con questo sforzo di innovazione la rivendicazione di parte di D'Alema delle sue prime esperienze politiche, con una difesa controcorrente del '68: ‘'Io non sono pentito di quell'esordio - ha detto D'Alema - che è stato comune a molte classe dirigente, compresi molti direttori di giornale. Anche loro sono una casta, ma guidano la comunicazione e impediscono che se ne parli".

L'aspetto più bello del '68? ‘'Aveva una fortissima componente etica di coerenza tra valori predicati e quelli vissuti".

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