La politica

Mastella a Telese

Finanziaria. Ecco il partito del "meno tasse subito"

03-09-2007

ROMA. Tagliare la spesa, ridurre le tasse. Il settembre del governo si apre con un picco di tensione sull'eterno dilemma di ogni finanziaria: cosa fare prima? Tocca a Tommaso Padoa-Schioppa tirare il freno.

"Prima i tagli, poi il calo delle tasse", dice rivolto ai suoi colleghi di governo.

Non ci sta Clemente Mastella che, da Telese, replica piccato: "Allora, elimini proprio il ministero della Giustizia...". E così Romano Prodi deve fare un richiamo al realismo. Il governo sta facendo i conti. Bisogna fare entrambe le cose: riordinare la finanza pubblica e ridurre le tasse. Ma è troppo presto per arrivare alle conclusioni e, in politica economica, bisogna smetterla di "sognare di vivere in un altro Paese".

Ma la politica preme. Ed è Walter Veltroni, dalla festa dell'Unità di Bologna, a premere anche su Palazzo Chigi: occorre abbassare le tasse, dice il candidato premier del Pd, già con la manovra del 2008. Il ministro dell'Economia affida le sue previsioni al Corriere della Sera e sono rasoiate. La protesta fiscale? non è solo la solita sparata leghista, e gli evasori non sanno cosa sia la vergogna. Poi la stoccata sulle uscite dalla pubblica amministrazione condite con pò di sarcasmo su chi strilla non appena si tocca il suo settore. Di sicuro, bisogna pensare prima a tagliare la spesa pubblica e poi a ridurre le tasse.

Mastella, da Telese, non fa nulla per nascondere l'irritazione. "Padoa-Schioppa - sibila nel comizio di chiusura della festa dell'Udeur - può anche eliminare il ministero della Giustizia" perché, e cita un vecchio motto meridionale "senza denari non si cantano messe". "Non è che possiamo dire che bisogna fare la lotta alla criminalità se poi i magistrati e le forze di polizia non hanno i mezzi, se non hanno neanche i soldi per la benzina", aggiunge.

Il presidente del Consiglio, in vista in Giordania, cerca di gettare acqua sul fuoco: "Non si fa politica sognando di vivere in un altro paese". Bisogna "mettere ordine nella finanza e alleviare le imposte".

Ma l'intervento del professore non basta a smorzare le polemiche. Nel centrosinistra cominciano le grandi manovre per il confronto che intreccia finanziaria e protocollo sul welfare. Il segretario Ds Piero Fassino sceglie una via di buon senso: "Bisogna fare tutte e due le cose, tagli alla spesa e riduzione delle tasse", e ci sono tutte le condizioni per fare una buona finanziaria "che consenta di dedicare allo sviluppo più risorse e al tempo stesso di cominciare a ridurre la pressione fiscale".

L'accelerazione viene da Veltroni. Bisogna dare un segnale nella finanziaria 2008 e indica l'esigenza di "ridurre la pressione sulle imprese". Scontato l'altolà a Padoa-Schioppa del segretario di Prc Franco Giordano: "Mi sembra inammissibile che possa proporre tagli in questo modo. Dobbiamo invece costruire le condizioni per avviare un processo di redistribuzione sociale". Marco Rizzo (Pdci) va oltre: la manifestazione sul welfare del 20 ottobre servirà anche a "chiarire le idee" al responsabile del Tesoro.

In questo sfoderare di sciabole, il centrodestra vede l'occasione per aumentare la pressione su governo e maggioranza. Il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, parla della "ennesima carnevalata di Prodi e si chiede se c'é "una persona responsabile nel centrosinistra che decida di voltare pagina".

Se il governo è una nave senza guida, osserva Sandro Bondi, la Cdl "ha il dovere di proporre uno sbocco".

Anche per Matteoli, capo dei senatori di An, è ora che la Cdl faccia sentire il fiato sul collo agli avversari e suggerisce "un'iniziativa comune" della Cdl in Parlamento e fuori". Diretto come al solito Roberto Calderoli, vicepresidente dell'assemblea di palazzo Madama, "Padoa-Schioppa vive sulla luna" e ancora "Padoa-Schioppa, Prodi e Visco devono smetterla di rompere le balle con gli allarmismi perché questa volta - avvisa - il nord si incazzerà sul serio".

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