La politica

Romano Prodi

Finanziaria. Ma Prodi punta prima sui tagli

di Fabrizio Finzi

03-09-2007

AMMAN. "Basta sognare di essere in un altro Paese", noi abbiamo bisogno di rigore in economia. All'estero, ed è "sempre oggetto delle conversazioni internazionali", sanno che "l'Italia parte da meno 70 miliardi di euro ogni anno solo di interessi sul debito che ci hanno messo sulle spalle e che dobbiamo pagare... Ripeto, 70 miliardi di euro. Vuol dire quattro finanziarie".

Parte così, con i toni di uno sfogo, l'analisi di Romano Prodi sulla situazione economica dell'Italia e sulle misure da prendere per rimettere ordine nei conti. Il premier parla dalla Giordania, ma la sua visita ad Amman dedicata al Medio Oriente si è appena chiusa: la mente torna a Roma, alla finanziaria che il governo sta cercando di impostare e alle polemiche che hanno già investito il custode dei conti, Tommaso Padoa-Schioppa.

Impietosi i giornalisti colgono l'attimo e, dall'aeroporto della capitale giordana, gli chiedono di schierarsi: "Cosa pensa delle parole del suo ministro dell'Economia: ‘prima i tagli e poi giù le tasse?' ". Il premier sta dalla parte di Padoa-Schioppa e lo si capisce sia dalle sue parole che dal tono deciso: "Confermo la volontà del governo, sottintesa dalle parole di Padoa-Schioppa, di mettere ordine alla finanza per alleviare le imposte; confermo però il discorso che nessun obiettivo di questo genere può essere raggiunto se non c'é maggiore coscienza fiscale".

La scelta è compiuta. Basta "sognare", basta "fare discorsi di politica economica che non tengono conto della realta", aggiunge secco il presidente del Consiglio. Soprattutto, basta con richieste che dimenticano una realtà che è ben conosciuta all'estero, occhiutamente controllata dalla Commissione europea e che quindi dovrebbe essere nel dna di qualunque politico italiano, fa capire il premier. Questa è la situazione, questi sono i dati che tutti conoscono: una situazione pesantissima che "il mio governo sta affrontando con serietà".

Prodi non entra nella tempistica e non fa capire se ci possa essere contestualità tra tagli di bilancio e riduzione delle tasse, ma ammonisce a rimanere con i piedi per terra, ad avere "obiettivi realistici". Anche se, riconosce, "il maggior gettito fiscale certamente ci aiuta".

Ecco introdotto quindi il secondo elemento forte del ragionamento del premier: non solo il debito è il problema. Come dimenticare l'altissima evasione fiscale italiana?. "Confermo anche - aggiunge di conseguenza Prodi - che nessun obiettivo di questo genere può essere raggiunto (cioé mettere ordine e ridurre le imposte, ndr) se non c'é maggiore coscienza fiscale". Due nodi che vanno di pari passo, per il presidente del Consiglio. "Un Paese non può avere un costo annuo di interessi di 70 miliardi di euro ed avere insieme un livello di evasione fiscale come l'Italia".

 

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