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Il Napoli dei bei tempi. A Udine, alla prima uscita, umilia i friulani di Marino con cinque gol

03-09-2007

È il caso di dirlo. Bentornato Napoli! Anche se con una giornata di ritardo. L'esordio casalingo contro il Cagliari, dopo sei anni di inferno, deve aver giocato un brutto scherzo ai ragazzi di Edi Reja. Ma si sono ripresi subito. E alla grande. A Udine, alla prima uscita, hanno letteralmente umiliato i friulani di Marino seppellendoli con cinque gol. E dire che l'Udinese era reduce da un esordio tutto sommato positivo con il pari del Meazza contro i campioni d'Italia dell'Inter. Questo è il calcio.

L'aria del Friuli evidentemente fa molto bene ai friulani doc del Napoli, come Reja, e ai friulani adottati, come il direttore generale, Pierpaolo Marino (acclamato dal pubblico del Friuli), e l'argentino Sosa, anche lui in gol contro la sua ex squadra. Insomma Udinese umiliata e martoriata.

Non c'è ricordo negli annali di una sconfitta in casa così pesante. E per giunta contro una squadra buona, sufficientemente coriacea, ma senza dubbio non eccezionale. Ma che sarà successo? L'analisi spetterà a Marino e soprattutto alla premiata ditta 'Pozzo & Pozzo'. Intanto c'è da dire che con troppi ragazzi in campo si rischia grosso e contro il Napoli lo si è visto. Preso il primo gol la squadra si è come sciolta e non ha più saputo reagire. Anzi. Gli errori si sono sommati agli errori e tutto è andato a rotoli. Poi c'è da aggiungere che non sempre si può giocare con un modulo - il 4-3-3 - che magari piacerà al presidente, ma sul campo fa la gioia degli avversari e non certo dei tifosi. Contro il Napoli i 'tre' centrocampisti dell'Udinese sono rimasti praticamente bloccati dai 'cinque' del Napoli e non c'è stata partita. E quando gli esterni d'attacco non scendono a coprire è dura, molto dura. Poi c'è da concludere con la scelta dei giocatori e la campagna acquisti. Se ne sono andati giocatori di peso; sono arrivati bravi giovani, ma inesperti e soprattutto senza conoscere le insidie del campionato italiano. E il risultato è questo.

Marino non rischia Di Natale e opta, rispetto all'esordio contro l'Inter, per le 'novità‘ Boudianki e Eremenko a centrocampo. Reja risponde coprendo molto la difesa, con un centrocampo a cinque, e con il duo Zalayeta-Lavezzi ad impensierire la retroguardia friulana. E ha ragione perché la squadra, dopo alcuni minuti di studio, prende le distanze e riesce - approfittando della superiorità a centrocampo - ad avanzare il raggio d'azione. Zalayeta e soprattutto Lavezzi, in giornata di vena, mettono alla frusta la difesa avversaria apparsa in diverse occasioni assolutamente impreparata. È soprattutto sulle fasce che il Napoli mette in difficoltà l'Udinese.

Lavezzi spazia da sinistra a destra e Mesto e Dossena non riescono a fermarlo. Come al 16' quando l'argentino si beve tutta la difesa bianconera e porge sul piatto d'argento a Zalayeta il pallone per il gol del vantaggio. L'Udinese subisce il colpo. A centrocampo Boudianski, Eremenko e Inler - non sempre sorretti dagli esterni d'attacco Floro Flores e Quagliarella - patiscono al superiorità dei partenopei e la squadra non riesce ad ingranare. In verità Quagliarella e Asamoah vanno anche alla conclusione, ma senza mai impegnare seriamente Iezzo che sale sugli scudi solo al 19' su una conclusione dalla distanza.

Il gol del raddoppio, al 41', oltre alla prodezza di Domizzi, è il paradigma della giornata no della difesa bianconera che non riesce ad intercettare l'angolo di Hamsik permettendo a Zalayeta di colpire di testa e al difensore del Napoli, lasciato solo, di mettere alle spalle di Chimenti da pochi passi. C'è tempo per assistere ancora a un bel dialogo Zalayeta-Lavezzi che per poco non porta al terzo gol azzurro. Nella ripresa è un monologo azzurro. Gli uomini di Reja si limitano a controllare la gara. Corrono qualche pericolo - al 7' Floro Flores e al 9' Quagliarella vanno vicini al gol - ma l'Udinese non sa pungere veramente. Al 10' Gervasoni non vede un rigore (fallo di Grava su Quagliarella) e la partita finisce qui. Al 20' infatti Lavezzi va in gol bevendosi Sivok con una finta, mentre cinque minuti dopo è Chimenti, con un liscio, a favorire il quarto gol del Napoli siglato da Zalayeta. C'è tempo per il quinto gol. Lo segna l'ex Sosa al 36' che a un minuto dalla fine sbaglia anche un gol già fatto. Ma sei reti sarebbero state forse troppe. L'argentino ci ha pensato un attimo e ha sbagliato.

 

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