Dal Mondo

George W. Bush e Condoleezza Rice in Iraq

Iraq. Visita a sorpresa di Bush. Meno truppe se durano i progressi

di Cristiano Del Riccio

03-09-2007

Insolito consiglio di guerra nel deserto, con tutti i capi militari (già in Iraq o giunti appositamente da Washington),per aprire la porta alla possibilità di una riduzione dell'esercito

WASHINGTON. Il presidente George W. Bush ha effettuato ieri una visita a sorpresa in Iraq tenendo un insolito consiglio di guerra nel deserto, con tutti i capi militari (già in Iraq o giunti appositamente da Washington), e aprendo la porta alla possibilità di una riduzione di truppe. 

Al termine dei colloqui con i capi militari avvenuto nella base Al Asad, nella provincia di Al Anbar, circa 200 km a ovest di Baghdad, il capo della Casa Bianca ha detto infatti che, se i progressi continuano, sarà possibile ridurre la presenza di truppe Usa senza compromettere la sicurezza. Ma ha ammonito  che "qualsiasi riduzione di truppe deve avvenire sulla base di fredde valutazioni militari e non di reazioni nervose da parte dei politici di Washington".

Il presidente Usa ha incontrato nella base militare nel deserto anche il primo ministro iracheno Nuri al Maliki ed i capi tribali della provincia di Anbar scelta dalla Casa Bianca, per la sosta a sorpresa in Iraq, per il suo valore altamente simbolico: "Un anno fa questa provincia era considerata perduta - ha osservato Bush - adesso è considerata una delle più sicure d'Iraq. Questo mostra che il successo in Iraq è possibile. Il mio messaggio è che l'America non abbandona gli amici e non abbandonerà il popolo iracheno".

La visita a sorpresa di Bush in Iraq era stata progettata da alcune settimane sfruttando l'occasione del viaggio già in programma del presidente in Australia, dove è atteso da oggi per partecipare al summit Apec, il vertice dei paesi del Pacifico. Per mantenere il segreto, Bush è uscito domenica sera da una porta laterale della Casa Bianca dirigendosi alla base area di Andrews, dove l'aspettava l'Air Force One, accompagnato da una sola vettura di scorta invece del solito vistoso corteo presidenziale.

Alla base l'attendevano il segretario di stato Condoleezza Rice ed il consigliere per la Sicurezza nazionale Stephen Hadley (che hanno viaggiato con lui), nonché un gruppo ristretto di giornalisti al seguito che erano stati informati solo all'ultimo momento della sosta fuori programma in Iraq.

Con un aereo diverso sono giunti in Iraq anche il ministro della Difesa Robert Gates, il capo di Stato maggiore Peter Pace ed altri alti ufficiali del Pentagono dando così la possibilità a Bush di tenere un insolito "consiglio di guerra" proprio nel deserto iracheno, nel cuore di una base dove sono dislocati oltre 10 mila soldati americani.

Bush ha ascoltato un rapporto sulla situazione da parte del generale David Petraeus, responsabile delle forze Usa in Iraq, con una settimana di anticipo sulla attesa testimonianza che Petraeus dovrà rendere al Congresso, il 10 settembre, insieme all'ambasciatore americano a Baghdad Ryan Crocker sul successo o meno della strategia della Casa Bianca.

Inoltre Bush dovrà consegnare al Congresso il 15 settembre a sua volta un rapporto che gli darà la possibilità di annunciare possibili correzioni di rotta e l'inizio di una riduzione dela presenza militare Usa in Iraq, giunta a 162 mila unità, con notevole usura per la macchina militare del Pentagono e in particolare per l'esercito ed i marine.

La Casa Bianca ha avuto successo nel tenere segreta la visita di Bush in Iraq, la terza dopo una visita nel 2003 per la festa del Thanksgiving ed un nuovo viaggio nel giugno del 2006. Qualche sospetto era nato tuttavia dopo che la first lady Laura Bush, che avrebbe dovuto accompagnare il marito in Australia, aveva rinunciato qualche giorno fa per "problemi di salute". Bush aveva già incontrato venerdì al Pentagono i capi delle varie armi delle forze armate per ricevere un 'sincerò rapporto sulle conseguenze della guerra in Iraq sulla prontezza dei soldati Usa negli altri scacchieri del pianeta. Il presidente è sottoposto a forti pressioni non solo da parte della opposizione democratica ma anche da un certo numero di esponenti repubblicani perché annunci una strategia di uscita dall'Iraq e l'inizio del rimpatrio delle truppe Usa.

Bush ha socchiuso la porta a una possibile riduzione ma, ha sottolineato, questo dovrà avvenire "in una situazione di forza e successo e non di paura e fallimento". Dopo la sosta in Iraq , Bush è atteso in Australia dove resterà fino all'8 settembre per partecipare al summit APEC, che tuttavia lascerà con un giorno di anticipo rispetto alla conclusione dei lavori per tornare negli Stati Uniti in tempo per la presentazione al Congresso del rapporto sull'Iraq del generale Petraeus.

 

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