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Il capo della delegazione americana ai colloqui di Ginevra, Christopher Hill

Nucleare. Scoppia la pace tra USA e Corea del Nord

03-09-2007

PECHINO. La Corea del Nord sarà presto tolta dagli Stati Uniti dalla lista degli "stata canaglia" sponsor del terrorismo. Lo ha annunciato ieri Pyongyang, all'indomani dell'accordo raggiunto domenica a Ginevra tra i due paesi in base al quale la Corea del nord completerà entro la fine dell' anno il processo di disarmo nucleare che ha iniziato in luglio con la chiusura, confermata dagli ispettori dell' Onu, del suo reattore nucleare di Yongbyon.

Un portavoce del ministero degli esteri di Pyongyang citato dall' agenzia di Stato Korean Central News Agency (Kcna), ha affermato che nei colloqui svoltisi nel fine settimana a Ginevra "le due parti hanno discusso il problema delle misure da prendere per neutralizzare entro la fine dell' anno i siti nucleari della Repubblica Democratica di Corea (nome ufficiale della Corea del Nord, Dprk nella sigla inglese) entro quest' anno e si sono trovate d'accordo".

"In cambio - ha aggiunto il portavoce - gli Usa hanno deciso di prendere alcune misure politiche ed economiche di compensazione, come quella di cancellare la Dprk dalla lista degli sponsor del terrorismo e rimuovere tutte le sanzioni che sono state applicate in accordo con il Trading with Enemy Act".

Non ci sono ancora conferme dagli Usa ma domenica il capo della delegazione americana ai colloqui di Ginevra, Christopher Hill, ha chiarito che quello della cancellazione della Corea del Nord dalla lista degli amici dei terroristi è stato uno dei problemi che ha affrontato col suo omologo nordcoreano Kim Kye-gwan. Nei colloqui a due di Ginevra è stato anche detto chiare lettere - ha aggiunto Hill - che Pyongyang dovrà fornire una lista di "tutti" i suoi programmi nucleari. La formulazione comprende quindi la tecnologia per l' arricchimento dell' uranio che la Dprk avrebbe acquistato dallo scienziato Abdul Kadeer Khan, il "padre" del programma nucleare del Pakistan caduto in disgrazia a causa dei suoi traffici. Lo stesso Khan ha confermato la circostanza al momento del suo "pentimento".

I dettagli dei prossimi passi sulla strada del disarmo di Pyongyang, chiamato in termini diplomatici "la denuclearizzazione della penisola coreana", verranno discussi in una prossima riunione a sei, alla quale parteciperanno anche Cina, Corea del Sud, Russia e Giappone.

Secondo gli esperti occidentali, Pyongyang disporrebbe oggi di un numero compreso tra le tre e le 12 bombe atomiche. La crisi legata alla bomba atomica nordcoreana è iniziata nel 2002, quando gli Usa hanno accusato Pyongyang di non aver tenuto fede agli accordi del 1994, riattivando il programma nucleare che avrebbe dovuto essere congelato. Tra accuse, controaccuse e una raffica di sanzioni economiche - tra cui quelle contro una banca di Macao dove si riteneva fossero depositati i fondi personali del leader nordcoreano Kim Jong-il - la crisi si è trascinata fino allo scorso febbraio. Il punto più drammatico si è toccato il 9 ottobre scorso, quando la Corea del Nord ha effettuato il suo primo test nucleare.

Il test non è riuscito perfettamente, ma il suo effetto psicologico è stato devastante. In seguito, un accordo sul disarmo di Pyongyang in cambio di aiuti per la sua disastrata economia e per sua la poverissima popolazione è stato raggiunto nell' ambito dei "colloqui a sei", la formula elaborata da Pechino e sostenuta dalla Corea del Sud. Parallelamente ai colloqui a sei e a quelli tra Usa e Dprk stanno procedendo quelli per la normalizzazione delle relazioni tra Corea del Nord e Giappone, che riprenderanno la settimana prossima ad Ulan Bator, in Mongolia.

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