Dal Mondo

Olmert chiede all'esercito un piano anti Quassan

06-09-2007

TEL AVIV. Saranno i vertici dell'esercito israeliano a preparare il piano destinato a fermare i lanci dei razzi palestinesi Qassam che dal nord di Gaza piovono su Sderot e sulle altre località israeliane a ridosso del confine con la Striscia. Lo ha deciso ieri il premier Ehud Olmert nel corso della riunione del Consiglio di difesa, convocato d'urgenza per studiare un piano d'azione contro i ripetuti attacchi condotti dai miliziani palestinesi.

Un piano che sia duro quanto basta a placare l'opinione pubblica interna, sempre più infuriata, ma al tempo stesso sufficientemente moderato per salvaguardare il fragile negoziato di pace avviato con il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas). Rinviata l'opzione di una nuova seppur parziale invasione della Striscia ("non è ancora giunto quel momento" ha commentato il ministro della Difesa Ehud Barak) poiché produrrebbe effetti disastrosi sul dialogo, il Consiglio di Difesa ha deciso di intensificare gli attacchi dando ordine "alle forze armate di proseguire le attività militari contro i responsabili del terrorismo e del lancio dei razzi Qassam.

Nessuno dei responsabili e dei loro complici - si afferma in una nota ufficiale diffusa al termine della riunione - godrà di alcuna immunità".

Sembra così confermarsi l'ipotesi di una imminente ripresa delle "esecuzioni mirate" contro i comandanti politici e militari di Hamas e della Jihad islamica, che da Gaza dirigono ed eseguono gli attacchi su Israele. Olmert ha invece evitato di mettere ai voti la proposta avanzata da alcuni ministri, incluso il vicepremier Haim Ramon, di appesantire ulteriormente l'embargo contro la Striscia tagliando le forniture di elettricità, acqua e carburante.

Costretto anche in questo caso a far quadrare faticosamente i conti fra le spinte interne (che premono per un segnale forte), e quelle internazionali (che invece criticherebbero un'azione di questo tipo destinata a colpire la popolazione), il premier ha scelto di guadagnare tempo.

Ha così affidato "all'apparato della difesa, in cooperazione col ministero degli Esteri e con gli organi giuridici, il compito di preparare un piano, che tenga conto di tutte le valutazioni militari e civili, per tagliare i servizi forniti alla striscia di Gaza dallo Stato di Israele.

Tutto ciò - si puntualizza in un comunicato ufficiale - in risposta agli attacchi criminali e indiscriminati condotti da Hamas contro la popolazione civile israeliana".

Che Israele debba rispondere allo stillicidio di Qassam appare inevitabile, e lo ha fatto presente anche il ministro degli Esteri Tzipi Livni che incontrando oggi il capo della diplomazia italiana Massimo D'Alema, è tornata a richiamare "il diritto di Israele all'autodifesa". La difficoltà è di trovare una risposta che sia risolutiva e al tempo stesso politicamente corretta. Nessuno si nasconde il timore che le misure adottate oggi si possano rivelare, alla prova dei fatti, insufficienti a fermare gli attacchi con i Qassam. E d'altra parte è altrettanto forte la consapevolezza che qualora uno di questi lanci dovesse provocare vittime fra i civili israeliani, una massiccia risposta militare diventerebbe inevitabile. Con tutte le disastrose conseguenze politiche che essa comporterebbe. Non giova infine alla tranquillità di Israele la notizia diffusa oggi dalla stampa araba, di un sorprendente vertice che vedrà di nuovo seduti allo stesso tavolo (per la prima volta dopo lo strappo di Gaza) i leader in esilio di Hamas e di Fatah. Avverrà domani e avrà come scopo quello di "individuare una soluzione che torni ad unire" le due fazioni palestinesi. Sponsor e luogo dell'incontro, l'Iran.

 

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