Economia

Padoa Schioppa

Il Libro Verde del Tesoro. Deludente la qualità della spesa pubblica

di Gerardo Benincasa

07-09-2007

ROMA. La qualità della spesa pubblica italiana "lascia a desiderare" perché "non risponde ai bisogni del Paese". Tanto che l'Italia, insieme alla Grecia, è per questo aspetto in coda nella classifica dei paesi dell'Ue. Il rischio è che l'inefficienza della spesa "si incanali verso un' inqualificata rivolta fiscale". Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, lancia la sfida alla qualità della spesa pubblica. Punta con decisione alla sua riqualificazione nel presentare il Libro Verde nel quale vengono "fotografati" alcuni degli aspetti che non vanno.

Il documento, frutto del lavoro della commissione del Tesoro presieduta da Gilberto Muraro, non è - spiega il ministro - un'anticipazione delle misure "prossime venture" che vedranno la luce con la Finanziaria.

Ma le indicazioni di Padoa-Schioppa sono inequivocabili. Il suo intervento, oltre a tracciare un'analisi delle cause del lento deterioramento della spesa, contiene anche un appello ai colleghi di Governo, gli stessi che tra pochi giorni (il 10 settembre) dovranno presentare la lista delle spese da affrontare nel 2008 e i relativi tagli al bilancio: una "vera riqualificazione dei conti - dice il ministro - non può essere compiuta senza la spinta congiunta di una passione politica e di una passione amministrativa". Insomma per "vincere la sfida" serve anche "il concorso di molte volontà".

La situazione di partenza, per quanto sia "possibile" un miglioramento, non è certo semplice e lo dimostrano i dati riportati nell'analisi della commissione quando si scopre, ad esempio, che per essere ricoverati un giorno in un ospedale italiano si spendono oltre 670 euro al giorno, più di una doppia "de luxe" in un albergo a 5 stelle romano. O che servono 4 anni perché termini una causa avviata per vedere rispettato un contratto.

Ma il ministro traccia un quadro più generale. Gli obiettivi "urgenti" sono "una maggior equità nella distribuzione del carico tributario" e "maggior efficienza delle pubbliche amministrazioni". E per quanto riguarda proprio la spesa aggiunge: "Ciò che lascia a desiderare non è tanto il suo elevato livello quanto la qualità insufficiente rispetto ai bisogni del Paese". Quindi "riqualificare la spesa è divenuto un imperativo urgente e ineludibile", anche se richiede "procedure complesse" e non è certo un passaggio immediato.

Per quanto riguarda invece la situazione economica del Paese, il ministro non nasconde un certo ottimismo: ci sono "segni promettenti". Ma "molto resta da fare" e tra le cose da fare Padoa-Schioppa indica una "difficile sfida" che consiste "nel combinare un aumento del contributo del bilancio alla crescita" insieme a "una progressiva riduzione del carico fiscale sui contribuenti che hanno fatto il loro dovere".

Ma occorre fare i conti ancora con una "pesante" eredità del passato: il debito pubblico che "costa in interessi circa 70 miliardi di euro l'anno e pesa su una nuova generazione del tutto incolpevole". Quindi ora il Paese "deve ridurre quel peso senza indugio". Inoltre, nonostante gli sforzi, l'evasione resta alta: è "eccezionalmente elevata: si stima nell'ordine 100 miliardi l'anno, circa il 7% del Pil".

Insomma - dice il ministro - "spendere meglio è possibile". Su questo fanno eco anche i tecnici che hanno lavorato minuziosamente sulle singole voci: "in tutti i settori ci sono spazi considerevoli per ridurre la spesa a parità di risultato o per migliorare l'efficienza a parità di spesa".

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