Economia

Il segretario al Tesoro statunitense, Henry Paulson

In agosto perduti 4mila posti di lavoro. Frena l'occupazione Usa

di Antonio Fatiguso

08-09-2007

WASHINGTON. L'occupazione frena e, segnando il peggior dato degli ultimi quattro anni, rilancia i timori per una recessione dell'economia Usa: i mercati ne prendono atto e orientano subito verso il basso gli indici di Wall Street che sfiorano perdite prossime al 2%, il dollaro scivola ai minimi dei ultimi 15 anni contro le principali valute e i Treasury a 3 mesi si impennano schiacciando i rendimenti poco sopra il 4%.

Il segretario al Tesoro statunitense, Henry Paulson, si dice "non del tutto sorpreso" del fatto che ad agosto si sia avuta la perdita di 4mila posti di lavoro, contro previsioni degli economisti di aumento dei nuovi occupati di 100.000 unità. La disoccupazione resta al 4,6%, ma il numero dei licenziamenti nell'industria ha raggiunto i livelli più alti dal luglio del 2003: non a caso è la prima volta da quattro anni a questa parte che si ha la perdita di posti di lavoro negli Usa.

Paulson, in un'intervista, dice di essere ancora fiducioso sull'economia, ancora in "salute", che "continuerà a crescere" nella seconda metà dell'anno. "Non sono quel tipo di dati che vorrei vedere", spiega l'ex capo di Goldman Sachs, rilevando che lo stop al mercato del lavoro è il risultato delle condizioni del settore immobiliare, della crisi dei mutui subprime e del calo delle assunzioni da parte dell'amministrazione pubblica. "Avevamo previsto che le difficoltà del settore delle case avrebbero penalizzato la crescita americana, così come peggiorato il settore del credito", osserva ancora.

L'ex banchiere d'affari vede solo similitudini tra la crisi causata dall'hedge fund Ltcm nel 1998 e la situazione attuale a differenza dei giudizi dell'ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan. Parlando a un convegno a Washington, Paulson ha rilevato che l'evoluzione della crisi dei mercati finanziari delle ultime settimane è "identica" per molti aspetti a quelle del 1987 e 1998, anno del default di Long Term Capital Management. "Quando gli investitori riprezzano i rischi degli asset, ci vuole sempre un po' di tempo prima che torni di nuovo la fiducia", aggiunge.

Secondo il direttore generale dell'Fmi, Rodrigo de Rato, è "ancora presto" per dire se il peggio è passato nella crisi scatenata dai mutui subprime Usa, spiegando come quella attuale é "una crisi che avrà i suoi effetti nel 2007 e nel 2008", soprattutto per gli Stati Uniti, e sulla cui durata è difficile ancora fare previsioni.

Aumenta quindi la pressione sulla Federal Reserve, con una congiuntura in peggioramento. Dato per scontato un taglio dei tassi in occasione della riunione del Fomc del 18 settembre, i mercati, dopo la rilevazione sull'occupazione, scommettono su un intervento più robusto sui Fed Funds, con il taglio dello 0,50% (al 4,75%) prezzato dai future con il 74% delle probabilità.

"I dati dell'occupazione sono un brutto colpo: la Fed ora deve agire e la scelta è solo sull'entità della misura", spiega Kathy Lien, chief strategist di Forex Capital Markets. Paulson afferma di avere "grande fiducia nelle capacità del presidente della Fed, Ben Bernanke", con il quale ha avuto una in mattinata una colazione di lavoro. "È una cosa che facciamo ogni settimana", osserva: "Ho grande fiducia nella Fed".

Sul fronte immobiliare, intanto, il rischio bancarotta si abbatte su Beazer Homes: la società Usa di costruzioni sotto indagine di Fbi e Sec per alcune irregolarità operative e di bilancio, ha ricevuto la notifica di default da parte della U.S. Bank National Association. Il gruppo edile, che cede l'8,6% in Borsa, ha precisato che il provvedimento di inadempienza riguarda i pagamenti di alcune obbligazioni senior con scadenze fra il 2011 e il 2016.

 

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