Dall'Italia

Inestimabile il patrimonio di Pavarotti

08-09-2007

MODENA. Chi lo ha assistito nelle vicende giudiziarie che Pavarotti dall'alto della sua immensa ricchezza ha dovuto affrontare, in sede civile, penale e fiscale, sostiene che nemmeno ‘Big Luciano' sapesse quantificare il suo patrimonio. Di certo si sa che ha affidato a un notaio un testamento rivolto non solo ai legittimi eredi, la moglie Nicoletta e la figlia Alice, le altre tre figlie di primo letto, la sorella, le nipoti, ma anche alcune persone che lo hanno aiutato. Un torta ricca, si dice più 200 milioni.

Il più celebre tenore del mondo, insieme a Caruso, intanto ha venduto oltre 100 milioni di dischi in carriera, e le relative royalties continuano, e continueranno, a rimpinguare le casse di famiglia. Ma sono soprattutto i beni immobili a dare solidità al ‘tesoretto' di quello che fu il figlio di un fornaio.

I calcoli che sono stati fatti per inquadrare il suo patrimonio sono resi difficili dall'ovvio riserbo, ma anche dall'onerosissima separazione nel '96 dalla prima moglie, Adua Veroni, dopo la trasformazione di Nicoletta Mantovani da segretaria a compagna, e dall'altrettanto oneroso divorzio, tre anni dopo. Cifre mai confermate parlarono di una pretesa della coniuge di un risarcimento di 200 miliardi di lire, circa 100 milioni di euro, e di una controfferta di 70 miliardi-35 milioni.

Di sicuro, la prima moglie, che amministrava i beni che il marito produceva, riuscì a ottenere nel divorzio, anche a favore delle figlie maggiorenni, la villa di Saliceta a San Giuliano e alcuni appartamenti prestigiosi del centro di Modena, vicini alla Ghirlandina, oltre a una cospicua buonuscita. Da quel momento in poi, i due non si sarebbero mai più incontrati, nemmeno alla fine, anche se una voce non confermata parla di una visita discretissima un paio di settimane fa. Mentre le figlie, che si schierarono contro il padre e a favore della madre, avrebbero riallacciato rapporti migliori con l'insorgenza della malattia.

C'é poi Villa Giulia sulla collina di San Bartolo a Pesaro, c'é la grande villa di Santa Maria di Mugnano, terminata tre anni fa dalla ristrutturazione di un rustico all'interno del maneggio dei cavalli (ci sono anche quelli, con adeguete scuderie), con annessi piscina, per la riabilitazione fisiatrica di cui aveva bisogno, e il ristorante ‘Europa 92'. C'é l'appartamento lussuoso di New York con grande cucina e la veranda vetrata che si affaccia sul Central Park, ci sono altre proprietà sparse per il globo, a partire da quella di Montecarlo dove cominciarono i guai col fisco italiano, sanati con un assegno staccato nelle mani dell'allora ministro Ottaviano del Turco, il 28 luglio 2000, pari a 25 miliardi di lire, oltre 12 milioni e mezzo.

"Oggi mi sento più leggero - disse scherzoso - nell'animo e non solo".

Nella spartizione ereditaria andranno aggiunte partecipazioni in società, titoli, azioni. Un patrimonio che è stato gestito, negli ultimi anni, con la collaborazione della seconda moglie e che verrà diviso secondo le ultime volontà di Big Luciano. Da mercoledì qualcuno si sente più "pesante", nell'animo e non solo.

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