Dall'Italia

Un funerale da re per Big Luciano

di Leonardo Nesti

08-09-2007

"Vincerò, vincerò, vincerò...". Sulle note dell'aria più famosa di ‘Nessun dorma' che ha consacrato Luciano Pavarotti sulla scena internazionale e gli ha regalato un posto nell'immaginario collettivo, la sua Modena ha tributato l'ultimo grato inchino al suo figlio più illustre

MODENA. "Vincerò, vincerò, vincerò...". Sulle note dell'aria più famosa di ‘Nessun dorma' che ha consacrato Luciano Pavarotti sulla scena internazionale e gli ha regalato un posto nell'immaginario collettivo, la sua Modena ha tributato l'ultimo grato inchino al suo figlio più illustre. Circa 50mila persone hanno applaudito sulle note di Puccini, interpretate da big Luciano, mentre la pattuglia aeronautica tracciava in cielo le frecce tricolori.

Ha avuto un funerale da re, il tenorissimo. Una cerimonia che é stata, ad un tempo, passerella di star internazionali, omaggio solenne del suo Paese e un grande spettacolo musicale. Oltre che una testimonianza diretta e intensa di affetto della sua gente, della sua città, con la quale aveva un rapporto fatto di grandi amori e anche grandi incomprensioni. Ma affetto anche dei tanti, venuti da molte parti d'Italia e d'Europa, che non sono voluti mancare a dare il loro saluto a uno dei re della lirica del Novecento. Un grande messaggio, dopo che circa centomila persone avevano visitato, nei giorni scorsi, la camera ardente.

In Chiesa, presenti sia la prima moglie Adua Veroni insieme alle tre figlie, sia la seconda Nicoletta Mantovani, si sono esibiti tre artisti di fama internazionale, ma legati a Pavarotti e alla sua famiglia da un legame d'amicizia: il tenore toscano Andrea Bocelli, la soprano bulgara, residente a Modena, Raina Kabaivanskaia e il flautista Andrea Griminelli. Una grande commozione, con Bono Vox degli U2 e Franco Zeffirelli vicini per l'ultimo saluto al maestro, come a significare un abbraccio fra la lirica e la musica pop.

Il mondo della politica italiana lo ha salutato partecipando al funerale. Dopo che il giorno prima delle esequie Napolitano aveva portato il suo omaggio, è toccato a Romano Prodi tenere, durante la cerimonia, un breve discorso di commiato, portando il messaggio di un'Italia "triste, ma orgogliosa di lui. Pavarotti - ha detto il premier - è stato messaggero di pace e fratellanza, nei luoghi dove più intenso è il dolore dell'umanità. Ha fatto della musica uno strumento per la vita e contro la guerra. Rendiamo omaggio anche alla sua grande umanità. Grazie ad essa, Pavarotti rappresenterà sempre non solo la musica, ma l'Italia intera". A rappresentare il Governo, con Prodi, il vicepremier, ministro per i beni culturali Francesco Rutelli e i ministri Parisi e Santagata. Presente anche l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan e l'ambasciatore americano Ronald Spogli.

Anche il mondo della cultura e dello spettacolo ha sfilato per l'ultimo inchino al maestro. C'erano, fra gli altri, Carla Fracci, Jovanotti e Zucchero. "E' terribile, sono triste. Mancherà non solo a me, ma a tutto il mondo" sono state le parole pronunciate da Mirella Freni, soprano modenese e amica di Pavarotti dall'infanzia.

La sua piazza ha seguito con emozione, sottolineando con gli applausi i passi più suggestivi della cerimonia. La città aveva proclamato il lutto cittadino, ma quasi tutti i negozi sono rimasti aperti, tirando giù le serrande solo durante la Messa. Nessuna mancanza di rispetto. A Modena Pavarotti lo conoscevano bene e tutti sapevano che non avrebbe mai perdonato un'eccessiva mestizia alla cerimonia per il suo saluto.

Dopo la cerimonia un lungo continuo applauso ha accompagnato il feretro lungo Corso Canalchiaro, per 500 metri, nel centro della città. Quindi il corteo è proseguito, in forma strettamente privata, verso il cimitero di Montale Rangone, nel modenese. Qui si sono ritrovate vicine Nicoletta e Adua, oltre alle tre figlie e alla sorella e a pochi amici, e davanti a centinaia di persone assiepate al'esterno del camposanto c'é stato l'ultimo colpo di teatro. Una giovane soprano rumena ha cantato per lui, raccontando di essere una sua allieva. Quindi il feretro di Pavarotti, dopo un'altra orazione funebre alla presenza di pochi amici e parenti, ha trovato posto nella tomba di famiglia. E la sua voce nell'olimpo della musica.

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