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Algeria. Furgone kamikaze contro una caserma.

08-09-2007

ALGERI. Secondo grave attentato suicida in Algeria nel giro di 48 ore, a pochi giorni dal sesto anniversario dell'11 settembre e dall'inizio del Ramadan, il mese del digiuno islamico.

Un kamikaze al volante di un furgone si è lanciato ieri mattina contro una caserma della guardia costiera della Marina militare a Dellys, una cittadina portuale della Cabilia, causando almeno 28 morti, in gran parte marinai, e una sessantina di feriti. Giovedì scorso c'era stato un altro sanguinoso attacco a Batna, 430 chilometri a sud-est di Algeri, dove un uomo si è fatto esplodere tra la folla provocando almeno 19 vittime, mentre si aspettava il corteo del presidente Abdelaziz Bouteflika.

Il bilancio dell'attentato a Dellys, 100 chilometri ad est della capitale, è destinato ad aggravarsi, secondo un ufficiale della protezione civile. Diversi civili, fra cui lavoratori del porto, sono tra i feriti.

L'esplosione é avvenuta quando i marinai erano riuniti per l'alzabandiera. Il furgone ha sfondato una porta ed é entrato per una ventina di metri nella caserma, composta da chalet prefabbricati che sono andati in gran parte distrutti.

Il quartiere della marina, vicino al porto, ha subito notevoli danni. Il porto è stato chiuso e le forze di sicurezza hanno preso posizione in gran numero nella zona e in altri punti strategici della cittadina. Il furgone trasformato in autobomba era adibito all'approvvigionamento della caserma.

L'autista abituale era stato rapito poco prima dell'attentato e sostituito dal terrorista suicida, secondo i primi risultati dell'inchiesta La regione di Dellys è addossata alla montagna di Sidi Ali Bounab, la cui folta foresta è un nascondiglio sicuro per i gruppi armati sin dai primi anni Novanta, quando in Algeria iniziarono le violenze di matrice islamica.

L'attacco di ieri non è stato rivendicato, ma le sue modalità sono le stesse di quelle dell'attentato dell'11 luglio scorso alla caserma di Lakhdaria (ex Palestro), 70 km a est di Algeri, che ha fatto dieci morti e 30 feriti e di cui si è attribuita la paternità l'organizzazione Al Qaeda nel Maghreb islamico (ex Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, Gspc), guidata dall'algerino Abdelmalek Droukdel. In Algeria si temeva una recrudescenza di attentati, a pochi giorni dall'inizio del Ramadan (fra il 12 e il 13 settembre), il mese sacro che i terroristi islamici considerano propizio per entrare in azione. Un'altra data a rischio è l'11 di ogni mese, ricorrenza degli attacchi contro gli Usa del settembre 2001.

Prima di colpire Lakhdaria, l'11 aprile il braccio maghrebino di al Qaeda aveva rivendicato due attentati suicidi contro la sede del governo nel centro di Algeri e un commissariato (almeno 30 morti e oltre 200 feriti in totale). Il premier algerino Abdelaziz Belkhadem ha comunque ribadito ieri la determinazione del suo governo a proseguire la politica di ‘riconciliazione nazionale' avviata lo scorso anno da Bouteflika per porre fine ai sanguinosi ‘anni di piombo' e che ha "consentito - ha detto - il ritorno di numerosi giovani che avevano impugnato le armi contro il loro popolo".

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