Dal Mondo

Il presidente afghano Hamid Karzai

Afghanistan. Spari allo stadio. Karzai fugge

10-09-2007

IL CAIRO. Il presidente afghano Hamid Karzai ha rilanciato ieri l'apertura di negoziati con i Taleban, subito dopo essere stato costretto ad abbandonare una cerimonia ufficiale a causa di spari in aria della polizia nervosa per le migliaia di persone che si affollavano fuori dallo stadio di Kabul. Karzai, che è sfuggito almeno tre volte ad attentati dal suo insediamento, sei anni fa, dopo il crollo del regime dei Taleban, ha dovuto interrompere il suo discorso per la commemorazione di Ahmad Massud, l'eroe della resistenza afghana antisovietica e anti Taleban, ucciso in un attentato suicida di sospetti membri di al Qaeda nel 2001, pochi giorni prima degli attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre.

La televisione di Stato ha mostrato il presidente, protetto dalle guardie del corpo, mentre veniva ricondotto in fretta nel palazzo presidenziale. La gente, spaventata, è scappata in cerca di riparo, credendo fosse in corso un attacco, mentre la polizia non riusciva a dare una spiegazione: lancio di sassi o spari. Solo in un secondo tempo, un portavoce del governo ha precisato che erano colpi in aria per disperdere la folla. Massud è forse l'unico mujaheddin ancora rispettato dalla gran parte dei 26 milioni di afghani sempre più frustrati per gli scarsi risultati di questi sei anni dopo la fine dell'era dei Taleban. 25.000 persone, inclusi membri del governo e diplomatici, erano riuniti nello stadio della capitale.

Nel Palazzo presidenziale, Karzai, sempre ieri, ha incontrato il presidente lettone Valdis Zatlers, con il quale ha tenuto una conferenza stampa congiunta. Karzai non ha parlato della precipitosa fuga dallo stadio, ma ha detto che se ci fosse qualcuno con cui parlare fra i Taleban, lui è pronto: "Vorrei che ci fosse qualcuno che venisse fuori con un numero di telefono, un indirizzo, una dirigenza... se avessi un posto dove mandare qualcuno a parlare con un'autorità dei Taleban, lo farei". Karzai ha in più occasioni offerto negoziati ai Taleban, che li hanno respinti. La violenza è in aumento in Afghanistan.

Oltre 7.000 persone sono morte negli ultimi 19 mesi. Le forze occidentali - la coalizione guidata dagli Stati Uniti e l'Isaf a comando Nato - affermano che centinaia di militanti sono stati uccisi in scontri nelle ultime settimane. Un rapporto delle Nazioni Unite, reso pubblico ieri, indica che da gennaio alla fine di agosto ci sono stati 103 attentati suicidi, contro un totale di 123 nel 2006. Oltre la metà dei kamikaze non sono afghani, l'80% - afferma un comandante Taleban intervistato nel rapporto del'Onu - è stato addestrato militarmente in Pakistan. Molti sono oppiomani, vengono da famiglie poverissime, si attendono un compenso e non credono che dovranno morire negli attacchi, aggiunge il rapporto.

Gli attentati nei primi sei mesi del 2007 hanno ucciso 193 persone, 121 civili e 62 poliziotti afghani e 10 militari stranieri. Intanto, da Sidney, dove partecipa alla riunione dell'Apec, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha minacciato le dimissioni se il suo governo non dovesse accettare un prolungamento della missione giapponese a sostegno delle truppe americane in Afghanistan. La missione logistica giapponese nell'Oceano indiano, a supporto delle truppe americane, è possibile grazie ad una legge antiterrorismo che scadrà il 1 novembre.

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