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Roberto Donadoni

Italia-Francia. Donadoni confessa: "Non ho rimpianti"

10-09-2007

CARNAGO (Varese). È un'Italia da 0-0, ma Roberto Donadoni confessa di "non avere rimpianti". Seduto sulla terza piazza del girone di qualificazione a Euro 2008 dietro Francia e Scozia, il ct azzurro ovatta ancor di più gli echi del pari al Meazza. Non è che ci sia molto da festeggiare, per i 44 anni compiuti oggi. Perché in fondo, sottolinea, ha ragione Gattuso."Dice che la gente deve capire che non siamo Brasile? Dice cosa giusta. Non si può andare ovunque e pensare di vincere 3 o 4 a zero; bisogna conoscere i propri meriti e i propri limiti".

Più i secondi che i primi, stando al divario tra azzurri e bleus e alla scelta italiana di non azzardare: ammette, il ct, che contro i rivali della finale di Berlino "é stato importante non perdere, anche se non eravamo scesi in campo per quello", e che il pari senza reti è stato figlio di "due squadre che si temono, con la paura di commettere un errore che costasse il gol e desse la svolta alla partita".

Epperò, tra l'1-3 dell'andata a Saint Denis e l'impressione di una superiorità tecnica francese lasciata anche sabato, non si rassegna all'idea di inferiorità: "Non abbiamo nulla di meno di loro - dice Donadoni, convinto assertore che il gap sia solo di preparazione - E aver tenuto testa a una squadra così forte ci dà serenità per la partita in Ucraina. Non accetto l'idea di andare a Kiev per un punto: non c'é bisogno che me lo chiedono, sono io a dire che in Ucraina si va per vincere. Calcoli non se ne possono fare".

O almeno non più. Anche la Federcalcio considera, a questo punto del cammino azzurro, fondamentale la tappa di mercoledì. Anche per il Club Italia un pari sarebbe solo una fragile trincea per arginare una rotta. Anche Abete ha di fatto chiesto all'Italia di Donadoni una vittoria mercoledì. Ma, ad oggi, l'Italia resta sospesa: indefinita nelle sue chance di qualificazione, come nella sua fisionomia.

"Dopo lo 0-0 il pass per Euro 2008 non è né più vicino, né più lontano: resta semplicemente tutto aperto - ragiona Donadoni - Otto punti per qualificarci? No, per favore: sarà pigrizia, ma non riesco a fare questi calcoli. Le varianti sono troppe, va a finire che gli altri non ci aiutano e una mano dobbiamo darcela da soli".

Inutile, allora, guardarsi intorno. E soprattutto indietro. "Rimpianti non ne ho, soprattutto non ho tempo e non me li posso permettere - la difesa di Donadoni, di fronte all'impressione di un'Italia poco audace - Non mi interessa più il discorso del campionato cominciato in ritardo, anche se il vantaggio dei nostri avversari ieri era evidente. Ed è inutile andare a ricordare che ieri ci mancavano Toni, Materazzi, Nesta, e andando a ritroso Totti: se tornassi indietro, oggi vorrei compiere 18 anni invece che 44...".

Soprattutto, tornasse indietro, cambierebbe il risultato di Napoli, un anno fa: "Il pari in casa con la Lituania è l'unico risultato che non rispecchia i nostri valori - spiega - Datemi quei due punti, e siamo primi con la Francia". Ora invece, per la qualificazione, bisogna fare i conti con Scozia e Ucraina. "Se qualcosa ci è mancato ieri, era la gamba, la condizione fisica: in campo senti che non sei al 100 per cento e certe cose non le provi, non azzardi - la convinzione del ct - Ora in Ucraina c'é il tempo per recuperare, serve una squadra fresca. Del Piero? Ieri ha speso e ha corso. Ha commesso i suoi errori, come gli altri. Ma da lui ci si aspetta sempre che dribbli tre avversari e segni".

Un pò come l'Italia. Che non sarà squadra da samba del calcio, ma è pur sempre campione del mondo in carica, come ricorda l'avviso di Donadoni: "Ora dobbiamo andare a Kiev per vincere".

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