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Asafa Powell

Asafa Powell, l'uomo più veloce del mondo resta lui

10-09-2007

RIETI. La domanda andrebbe rivolta a Tyson Gay: per uno che corre i 100 metri vale di più un oro ai mondiali o il record del mondo?

Asafa Powell dopo le delusioni di Osaka, battuto proprio da Tyson Gay e Derrick Atkins nella sua specialità, ha confermato che, medaglie a parte, l'uomo più veloce del mondo resta lui. Lo ha fatto a Rieti correndo i 100 metri in 9"74: nuovo record del mondo, tre centesimi sotto il precedente limite (9"77) che lo stesso giamaicano aveva stabilito nel 2005 ad Atene.

È la sua risposta alle umiliazioni giapponesi, perché il giamaicano di 25 anni (un colosso di 190 cm) il crono stellare lo ha fissato addirittura in batteria sulla pista reatina che tanti primati ha salutato in passato, con 1,7 di vento a favore e si è confermato vincendo in finale con uno strepitoso 9"78.

Ai mondiali giapponesi il giamaicano, grande favorito della gara iridata, era arrivato terzo ed era stato battuto da Gay nei 100 con 9"85, e da Atkins, e la sconfitta non gli era andata giù. Ma in silenzio aveva pensato alla rivincita. Ad Osaka forse aveva pagato la pressione di essere favorito: a Rieti in batteria ha corso contro il tempo senza avere avversari: il norvegese Saydi Ndure è arrivato secondo con 10"07, in pratica qualche metro dietro. Cioé ha corso da solo, da solo contro il tempo. E così aveva perfino rifiutato - di fatto - il nuovo faccia a faccia con Gay a Zurigo, meeting della Golden League.

Powell aveva chiesto un ingaggio stellare, e gli organizzatori svizzeri avevano detto no. Patrick Magyar, organizzatore della tappa svizzera della Golden League di atletica leggera, era deluso per non poter presentare sui 100 m tra Tyson Gay e Asafa Powell, a causa delle esose pretese finanziarie del velocista giamaicano, ma aveva affermato che "per onestà" non avrebbe potuto dare al giamaicano, 3/o su 100 m ai recenti Mondiali di Osaka, il doppio di ciò che riceve l'americano Tyson Gay, triplice campione del mondo nei 100, 200 e 4X100 m". Chissà se ora si sarà rammaricato di non aver speso quei soldi.

"Non andrò a Zurigo - aveva detto Powell - Inutile sfidare Gay, adesso. Io guardo avanti. Io vado a Rieti. Voglio correre là, e forte".

È stato di parola. Più forte di così, con 1,7 di spinta regolare del vento alle spalle,  non si poteva sperare.

Era solo una batteria, e nessuno si aspettava l'immenso regalo.

Asafa si allena spesso nella Capitale all'Acquacetosa e ha più volte dichiarato di essere tifoso di Totti e della Roma, tanto da allenarsi con la maglia del capitano romanista. Con Roma ha un rapporto speciale, si raccontano di frequenti visite in una rosticceria vicino alla stazione Termini dove soddisferebbe le sue voglie di pollo fritto. Powell è un ex calciatore: ha iniziato a fare atletica solo a 18 anni. Giocava all'ala destra, poi scelse uno sport che gli ha dato più gloria e visibilità. A Rieti si è andato a prendere quello che Osaka gli aveva tolto. Il re dei 100 è sempre lui, anche senza l'oro al collo.

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