Economia

Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa

Finanziaria/Padoa-Schioppa, "No all'aumento del debito e delle tasse"

10-09-2007

CERNOBBIO (Como).  Nella prossima Finanziaria il governo non aumenterà né le tasse né il debito. Anzi, cercherà di tenere dritta la barra del rigore e del risanamento dei conti. Perché il Paese non può rischiare specie in un periodo come questo di turbolenze finanziarie. Nessun passo falso, ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa al Forum Ambrosetti di Cernobbio facendo notare che il suo mestiere "purtroppo" non è quello di "predicare ma di razzolare". E la stessa "crisi di questi giorni ci dice che la rotta del risanamento intrapresa va mantenuta". Ammonendo: "con il bello e con il cattivo tempo".

Una Finanziaria quindi che non può aumentare il debito né la pressione fiscale perché il Paese "é già fortemente indebitato e, insieme, sottocapitalizzato. Un Paese quindi pieno di energie da liberare" come sembrano dimostrare le maggiori entrate fiscali. Insomma, ha confermato il ministro, mentre la prima Finanziaria, l'anno scorso, "non ero del tutto sicuro di riuscire a scriverla" - tanto difficile era lo stato dei conti pubblici - ora, ammette, "si parte da condizioni migliori rispetto alla prima" perché molte cose importanti "sono state fatte dal governo: la legge sul federalismo, il lavoro sulla struttura del bilancio, la ripresa del controllo sulla spesa corrente e sulla sanità".

E a proposito di spesa oggi al Tesoro sono attese le risposte dei ministeri sui tagli possibili in casa propria, ma dalle prime indicazioni le richieste sembrano superare i tagli "autoproposti". Come agire in presenza di un rallentamento nell'economia? Padoa-Schioppa è stato cauto, ha parlato della necessità di recuperare risorse dai tagli di spesa, che i ministri appunto gli presenteranno già a partire da oggi, ha parlato di rilanciare con quelle risorse le spese pubbliche più urgenti. "Si possono avere spese invariate e servizi migliori, oppure servizi invariati e una spesa minore", ha detto.

In precedenza su questi temi era intervenuto il ministro Pierluigi Bersani che aveva parlato di "un grosso piano di investimenti da lanciare nelle telecomunicazioni, nell'energia, nelle bonifiche e per il Mezzogiorno". Poi le imprese che hanno chiesto meno incentivi ma anche meno tasse: "Andiamo ormai davvero verso una fiscalità più favorevole alle imprese", ha sottolineato Bersani. Da parte sua il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro chiede in finanziaria una maggiore tassazione delle "rendite speculative". "Un conto è la tassazione di Bot e Cct, quelli che il buon padre di famiglia che ha lavorato, pagato le tasse e comperato pane e latte per i suoi figli, investe per mettere via qualche soldo per pagare il matrimonio della figlia", secondo Di Pietro "tassarli ulteriormente è ingiusto".

Diverso invece il caso della "tassazione da rendite speculative", che "bisogna rendere più equa rispetto al lavoro dipendente a cui deve essere equiparata". "Ottimo" è stato definito dal segretario dei Ds Piero Fassino l'intervento di Padoa-Schioppa e ha sottolineato che il ministro aveva "giustamente ricordato il tanto lavoro fatto dal governo". Fassino si è poi lanciato in una previsione. L'Ocse dice che il Pil italiano sarà dell'1,8 per cento? Frattini dell'1,7 per cento? "Dico la mia, la crescita dell'Italia non sarà inferiore al 2 per cento - ha sottolineato - che è la condizione per cui il Paese non aumenti l'indebitamento".

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