La politica

Fausto Bertinotti

V-Day. Bertinotti sdogana Grillo: "Riempie i vuoti della politica"

di Marcello Campo

11-09-2007

ROMA. Il Vaffa-Day non va condannato. Anzi, Beppe Grillo riempie i vuoti che la politica colpevolmente lascia. Arriva da Fausto Bertinotti, terza carica dello Stato, la più autorevole interpretazione istituzionale della protesta di piazza promossa dal comico genovese. Una iniziativa che continua a scuotere i poli. L'Unione, seppur con diverse sfumature, cerca di decifrare il senso del V-Day, invita alla riflessione e propone soluzioni. La Cdl, invece, è unità nell'attaccare il governo, accusandolo di essere il principale responsabile del malessere crescente tra i cittadini, di cui la partecipazione alla manifestazione di Grillo sarebbe un plateale sintomo.

Tra queste due posizioni si distingue il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, durissimo con ambedue le coalizioni: "Solo una classe politica senza ideali e priva di serie motivazioni - attacca l'ex presidente della Camera - può scodinzolare dietro Beppe Grillo. Ciò che è avvilente non è solo e tanto lo show del comico, quanto soprattutto le pavide reazioni di chi dovrebbe avere più dignità". Parole durissime, antitetiche a quelle del suo successore, Bertinotti, appunto, che ricorda "una vecchia regola della politica" per cui "i vuoti si riempiono".

"Certo - prosegue a margine di un incontro con Claudio Baglioni che gli ha presentato il concerto di Lampedusa sul tema dell'immigrazione - non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie". Anche il leader dei Ds Piero Fassino prende atto che in Italia cresce "un' onda antipolitica". "I partiti sono impopolari, i cittadini manifestano insoddisfazione verso chi governa e anche verso chi si oppone. Su questo dobbiamo riflettere. Comunque, non rivolgo lo sguardo altrove, ma non mi sento sotto accusa". La via per uscire da quest'impasse è farla finita con i privilegi di cui gode la politica. Lo sostiene Rosy Bindi, candidata alla guida del Pd, che ricorda quanto i politici vengono "considerati dei privilegiati e quasi inutili per la comunità. Per questo ci chiedono quanto costa la politica. Ora - propone - dobbiamo spogliarci dei nostri privilegi". Non tutti però nel centrosinistra sono disponibili a confrontarsi con la provocazione del comico genovese. Secondo Angelo Piazza (Sdi), Grillo "vuole che siano i magistrati con le loro sentenze a decidere chi può rappresentare il popolo italiano e chi no. È bene che la politica si riappropri con dignità ed efficienza del proprio ruolo e che certi personaggi ritornino a fare l'avanspettacolo".

Anche Salvatore Buglio (Rnp) è tranchant: "Una persona che dice ‘Io voglio distruggere i partiti, perchè sono il cancro della democrazià é il perfetto testimonial della destra più becera con venature naziste".

Il centrodestra - forte dei risultati del sondaggio pubblicato dal ‘Corsera', secondo cui due italiani su tre sono delusi dal governo - è invece unito nell'addebitare la colpa del malessere che sfocia nella protesta di Grillo all'operato del governo Prodi.

"Il successo del V-day?

Gli italiani - osserva Roberto Calderoli, della Lega - hanno un risentimento nei confronti della politica e del Palazzo che è stato esasperato dal governo Prodi. È un segnale di qualcosa che non va. Neppure la Cdl al governo è stata esente da errori, ma è certo che queste proteste sono partite da quello che sta facendo questo governo". Anche Mario Baccini (Udc) sottolinea che "la sinistra predica bene e razzola male. Il malessere dei cittadini è palpabile, ed è aggravata da un governo non all'altezza di gestire i problemi del Paese.

Lo dimostrano anche i sondaggi: l'indice di gradimento di Prodi e dei suoi ministri è in discesa permanente".

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