La politica

Piero Fassino e Massimo D"Alema

"Asserzioni illegittime", Il commento di D'Alema sulla richiesta della Forleo

di Alessandra Chini

11-09-2007

ROMA. La richiesta da parte del gip Clementina Forleo di acquisire le intercettazioni di Massimo D'Alema e Piero Fassino nell'ambito del processo Unipol è "errata". Alla vigilia della riunione della Giunta per le autorizzazioni della Camera che ha all'esame l'ordinanza del magistrato di Milano relativa al processo Antoveneta-Unipol, la Quercia contrattacca. Il vicepremier e il segretario dei Ds, infatti, depositano due memorie difensive nelle quali intendono smontare e ‘fare le pulci' alla richiesta della Forleo, e ne mettono in evidenza tutti i tratti, a loro avviso, "anomali". A partire dal fatto che i due esponenti diessini non sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Quelle della Forleo, per il ministro degli Esteri sono "asserzioni assolutamente stupefacenti e illegittime", e l'ordinanza è intrisa di "animosità e acrimonia". Mentre Fassino ritiene "abnorme" l'idea di considerarlo complice del crimine per il quale è sotto processo l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte. Memorie tutte all'attacco, insomma, che non potranno non pesare nella riunione della Giunta convocata per domani, con all'ordine del giorno, allo stato, una decina di interventi di componenti dell'organo parlamentare sulla questione. Sia Fassino che D'Alema si rimettono alla Giunta. Il vicepresidente del Consiglio si dice sicuro che "le considerazioni svolte nella memoria saranno valutate dalla Giunta con attenzione e rigore". Il segretario dei Ds ribadisce anche la propria estraneità alla vicenda. "Nella memoria - sottolinea l'ufficio stampa di via Nazionale - l'onorevole Fassino ricostruisce i fatti, illustra il carattere puramente conoscitivo delle sue conversazioni telefoniche e offre ampia dimostrazione della sua estraneità a qualsiasi forma di illecito e della correttezza dei suoi comportamenti".

Al di là dell'arrivo delle memorie, il presidente della Giunta Carlo Giovanardi spiega che una decisione per l'Aula andrà presa a breve dopo che, tra l'altro, era già slittata prima della pausa estiva dei lavori. "Ragionevolmente entro due settimane - sottolinea Giovanardi - la Giunta per le Autorizzazioni esprimerà la propria posizione, in caso contrario si andrebbe oltre ogni limite di tempo utilizzato in casi come questo". Il deputato centrista puntualizza tra l'altro che non c'é stata "nessuna fretta", visto che prima della pausa estiva ci sono state sei sedute della Giunta compresa una, il 31 luglio, nella quale i relatori, Antonio Pepe (An) per Fassino ed Elias Vacca (Pdci) per D'Alema, hanno espresso il loro parere (favorevole in entrambi i casi) all'autorizzazione a procedere.

Il centrodestra va all'attacco. Eccezion fatta per Forza Italia, che da tempo ha fatto sapere che voterà no perché il "garantismo non è a corrente alterna". Un concetto ribadito ieri dall'azzurro Maurizio Paniz. Non è dello stesso avviso, però, Alleanza Nazionale che, con Maurizio Gasparri, spiega che voterà sì e osserva che "al di là delle memorie o dei ghirigori è bene acquisire del materiale che, tra l'altro è uscito già su tutti i giornali...".

Dello stesso avviso anche l'ala sinistra dell'Unione. "Bisogna dire sì alla richiesta della Forleo", è l'invito del capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. Insomma, la riunione della giunta di oggi si preannuncia bollente e mercoledì si replica con la Giunta per le autorizzazioni del Senato convocata per esaminare i casi di Nicola Latorre, dei Ds, Luigi Grillo e Romano Comincioli, entrambi di Fi, nell'ambito della stessa inchiesta.

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