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Donato Donadoni

Donadoni: rivoluzione d'attacco

11-09-2007

CARNAGO (Varese). Vincenzo Iaquinta e non solo: per la sfida crocevia con l'Ucraina Roberto Donadoni costruisce un'altra Italia, con le forze fresche invocate all'indomani dello 0-0 con la Francia. Neanche l'ultimo allenamento a Milanello prima della partenza per Kiev ha fornito indicazioni lampanti per quella che potrebbe essere la formazione di domani: ma un paio di segnali sì.

A cominciare dal ritorno al tradizionale 4-2-3-1 e dalla bocciatura di Del Piero. Sono queste le indicazioni filtrate dall'addestramento tattico di ripartenze e schemi offensivi fatto svolgere da Donadoni ieri, in una lezione di posizionamenti in campo senza avversario, contraddistinta solo alla fine dal grido di un paio di tifosi arrabbiati, ‘ridateci Lippi': il ct si è voltato un attimo, poi è tornato a concentrarsi sul proprio lavoro.

Oddo-Cannavaro-Barzagli-Grosso (Zambrotta per precauzione lavorava a parte, dopo i crampi di sabato) la confermatissima linea di difesa. Davanti, una coppia di centrocampisti (ieri per esigenza Ambrosini e Aquilani), a raccogliere i palloni recuperati dai difensori e rilanciare l'azione. Per quei due posti, Pirlo e De Rossi sono ovviamente la prima scelta, anche se la contusione al polpaccio sinistro del milanista e la grossa vescica sotto il piede destro del romanista ("è davvero fastidiosa") lasciano un margine minimo di dubbio.

"Non siamo incompatibili", ha rivendicato De Rossi. Camoranesi a destra (ma Foggia, suo alter ego nella lezione del ct) e Di Natale a sinistra (dietro di lui Quagliarella) sono gli esterni della linea dei tre. Al centro, Donadoni ha piazzato Perrotta o Del Piero: brutto segno per lo juventino, destinato forse addirittura alla tribuna a Kiev nonostante le difese dei compagni. "Da lui ci si aspetta sempre tantissimo, non ha giocato peggio del resto della squadra", le parole di De Rossi.

Ma il confronto diretto è piuttosto con Iaquinta: è proprio l'arrivo in azzurro dell'attaccante della Juve - singolare incrocio - a spingere indietro l'idolo bianconero. "Stop, niente ballottaggi con lui: è già successo alla Juve quando l'ho sostituito alla prima di campionato - ha detto Iaquinta - ed è scoppiato un casino".

Ma l'attaccante ex Udinese ha rivelato un particolare significativo: Donadoni l'aveva già contatto due sabati fa, la convocazione per la Francia era saltata per un piccolo problema fisico ora superato. Dunque, nella testa del ct è lui la prima alternativa a Inzaghi, più che Lucarelli.

Il quale dalla sua ha una carta: la difesa dell'Ucraina sarà interamente formata da giocatori dello Shaktar, e il centravanti ex Livorno potrà sfruttare la conoscenza dei suoi attuali compagni. "Sono forti fisicamente - ha detto Lucarelli - ma soffrono velocità e spazi brevi".

Di Natale e Iaquinta perfetti, dunque. "Il mio ruolo è centravanti, mi adatto anche ad esterno: e comunque i miei golo li faccio sempre", ha ricordato il secondo. Con uno tra Aquilani e Perrotta (più il secondo che il primo), gli innesti sarebbero 3. Forse 4, se Panucci superasse i problemi alla schiena e il ct lo preferisse a Oddo. Oggi si capirà qualcosa di più.

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